Ebook o libro cartaceo? Questo è il problema! Se lo è chiesto Amleto (la versione “essere o non essere?” è un rimaneggiamento, si sa!) e, almeno una volta, ce lo siamo chiesti un po’ tutti. Ma chi continua davvero a chiederselo è quell’atavica specie, creata in laboratorio mischiando ansia, apprensione e altra ansia, conosciuta con il nome di genitori. Perché, in fondo, non vorremo certo minare la capacità creativa e la formazione didattica dei nostri bambini dandogli in mano un libro digitale, no?! Ma se la realtà fosse un po’ diversa?

kids and ebook

Studi in proposito hanno, infatti, dimostrato l’esatto contrario. Da quando la letteratura per l’infanzia ha incontrato il digitale si è reinventata. Senza limitarsi a copiare in digitale i contenuti dei libri cartacei ha intrapreso la strada degli enhanced ebook, ossia ebook che integrano il testo con elementi multimediali. L’interattività diventa così il loro tratto peculiare e i bambini, che sono la curiosità per antonomasia, non potevano certamente rimanerne indifferenti. La possibilità di interagire con il libro digitale, infatti, sembrerebbe spingere i piccoli lettori ad un ruolo più attivo. Liberi di sviluppare la propria autonomia e di iniziare a investigare sulle immagini e sulle parole che incontrano, i bambini, tra le altre cose, diventano più indipendenti e arricchiscono il proprio vocabolario. E questo succede tanto con la propria lingua madre quanto con le lingue straniere.

D’altro canto non sarà certo un caso se nello studio portato avanti da Playcollective e Digital Book World il 90% dei giovani lettori ha affermato di utilizzare almeno una volta a settimana un device per leggere un libro digitale. I bambini, a quanto pare, non hanno problemi a rapportarsi con gli e-reader. Situazione ben diversa è, però, quella dei genitori. Come dicevamo, sono loro a presentare delle remore. Okay! Dal punto di vista didattico gli ebook funzionano (lo ammettono in molti), ma da qui a usarli per la favola della buonanotte…

kids and ebookInfatti quando nel 2013 l’AIE e l’AIB, in collaborazione con Mamamo.it e Filastrocche.it, hanno effettuato l’indagine #NatiDigitali, ben il 60% dei genitori intervistati hanno detto di credere che solo la versione cartacea conservasse la “magia del libro” e nel 2014 la percentuale è scesa di poco. Cosa si intenda esattamente per “magia del libro” a me sfugge un po’. È vero che non ho mai visto la fata turchina uscire da un ebook, ma a pensarci bene non l’ho vista venir fuori neanche da un libro e posso anche capirla: deve essere scomodo stare accovacciata tra le pagine o dietro uno schermo. D’altro canto, però, mi sono emozionata leggendo tanto un libro cartaceo quanto uno digitale. E probabilmente lo ha fatto anche quel 90% di ragazzini che legge ebook almeno una volta a settimana. Un po’ di magia in questo ci sarà, no!? Forse perché non è nell’inchiostro la magia, ma nei personaggi tanto vividi da sembrare reali e in quelle storie capaci di sospendere il tempo e di costringerti a leggerle tutte d’un fiato, che esse siano strette tra delle pagine o sdraiate su di uno schermo.

Nonostante, quindi, gli allarmi sulla crescita e l’educazione dei bambini siano all’ordine del giorno e che l’ultimo, in ordine di tempo, sia forse il tuonare dei pediatri contro la tata tablet, non correte subito a strappare l’e-reader dalle mani dei vostri bimbi. La tata tablet è quell’abitudine di distrarre i ragazzini con tablet e smartphone, un po’ l’equivalente del parcheggiare i propri figli davanti alla tv. Non ci vuole proprio una laurea in medicina per capire che non è il comportamento migliore del mondo. Ma fargli leggere un libro digitale… beh! Questa è un’altra storia. Far leggere un bambino non è mai stato nocivo e, così come nessun pediatra ha mai iniziato una crociata contro i libri, nessuno ha mai sostenuto che la lettura di un ebook faccia male.

State tranquilli, cari genitori! La creatività e la formazione didattica dei vostri bambini sono al sicuro. Non sarà certo un modo diverso di scoprire le storie che cambierà la loro capacità di fantasticare e di imparare. Il massimo che può accadere è che si innamorino della lettura attraverso un device diverso rispetto a quello con cui ve ne siete innamorati voi. E questo sarebbe un male? No! Ormai è stato provato scientificamente: l’ebook non nuoce alla salute!

Articolo a cura di Elga Casciano, collaboratrice per Radio Sapienza