Un racconto breve a cura di Vincenzo “Fox” Sfregola

Eccola, è lì.
Sempre con quel suo modo di fare misurato, quasi controllato. Il suo sguardo non mente, quasi fosse terribilmente facile descriverne ogni arco nell’aria, ogni attimo in cui focalizza l’attenzione di quelle due macchie nere su quel viso bianco.
Si muove leggera, come se il vento soffiasse sotto quel suo vestito trasparente come fogli di carta. Non è sola. Ci sono sempre stato io con lei, ma mi riesce difficile spiegare come, in tutto questo, io sia protagonista.
La seguo da alcuni mesi, eppure, più il tempo passa più mi rendo conto di conoscerla perfettamente.
Non le ho mai parlato.
Non nascondo in me il timore che qualcosa in lei mi stupisca, mi lasci senza parole, come nei più imprevedibili colpi di scena.
E’ un’incertezza che mi lascia tremendamente vulnerabile al susseguirsi delle vicende che la interessano. So bene di non poter nulla per cambiare il suo destino, felice o terribile che sia, ne di poter dare a lei non più della mia stessa ammirazione.
E’ proprio questo stato di fatto a scoraggiare ogni mia possibile iniziativa.
Suo padre è l’autore di tutto questo! E così, a causa del sentimento che nutro per lei, mi sono obbligato a seguirla, a sapere di lei, ad interessarmi a ciò che le accade senza che lei se ne accorga.
La cosa più brutta è che la posso capire! Comprendo ogni suo gesto. Percepisco i suoi pensieri come solo lei può esser capace di descrivere!
E pensare che non mi ha mai visto …
So solo che darei la vita per far parte della sua. Apparire, anche per un solo istante, nella sua storia, in quel mondo che la circonda, che io vedo e da cui sono brutalmente escluso, seppur gentilmente invitato.
Venire a sapere di lei non è stato difficile. Godere di tutte quelle informazioni mi è costato pochi euro, se paragonati all’immensa opportunità che mi è stata offerta nel conoscerla.
Ah… Se solo potessi far parte anch’io del libro a cui appartiene.
Continuerò a leggere domani la sua storia.