Nelle fiabe, almeno quelle “classiche” dei fratelli Grimm, l’eroe parte sempre da una posizione svantaggiata per poi, grazie magari al contributo di un aiutante e/o di un oggetto magico, ma soprattutto attraverso le proprie qualità e alla forza di volontà, riuscire a realizzare il proprio obiettivo, che sia conquistare l’amata o diventare Re… “e vissero sempre felici a contenti”, non a caso!
In questo senso, “YOLO” di Clarissa Tornese, già autrice del brillante “Diario di una squilibrata”, si può definire… un’antifiaba: Maria Vittoria Rubbianese, detta Vicky, è una trentenne la cui vita si può considerare invidiabile: un appartamento in centro a Roma condiviso con un fidanzato “bonazzo”, un lavoro poco impegnativo presso lo studio legale del padre, tanti amici con cui trascorrere serate di follie nella Capitale… eppure, Vicky non è felice, tutt’altro. Il suo attaccamento alla bottiglia la porta a perdere prima il fidanzato, poi il lavoro, e infine a dover mettere in discussione se stessa: cos’ha combinato finora? Che ambizioni ha per il futuro?

Questi sono in sintesi i primi capitoli di YOLO; sì, a questo punto il lettore si aspetta l’inizio del riscatto per Vicky, che riesce a vincere il primo dei suoi tabù iniziando, pur con alquanta reticenza, a frequentare una clinica psichiatrica: nuova presa di coscienza, nuovi amori, nuovi amicizie, nuove opportunità professionali… e l’autrice stessa lascia trapelare l’inizio di questo percorso nell’incontro con Eleonora, una donna carismatica, impulsiva e affascinante: è così che succede di solito, non solo nelle fiabe ma anche nei romanzi e nei film, no?

Ma “YOLO”, che all’apparenza potrebbe entrare nel filone del “new adult”, se non addirittura nella “chick lit”, è una storia solo apparentemente leggera e scanzonata, al contrario di quanto potrebbe sembrare dallo stesso titolo. Per passare da vittima degli eventi ad artefice del suo destino, Vicky ne avrà ancora di strada da fare, tra rocambolesche uscite di pesca, appuntamenti romantici che prendono una piega inaspettata, incontri indesiderati con “facce da galera” che sembrano usciti da un film di Quentin Tarantino o da un libro di Irvine Welsh… ma, soprattutto, Vicky dovrà faticare non poco per uscire da quel tunnel nero di autocommiserazione e comportamenti distruttivi ben poco glamour, che ha un nome preciso, anche se spesso si preferisce non evocarlo: depressione.

“I mostri che da bambini vediamo sotto al letto, quando cresciamo, vengono fuori; solo che se non si hanno le giuste armi per affrontarli, la vita può diventare un vero schifo”: l’altra chiave di lettura di “YOLO”, rintracciabile ad esempio nel passaggio appena citato, è quella più classica del romanzo di formazione. Vicky ha trent’anni, sì, ma il suo comportamento è per molti versi più simile a quello di un’adolescente che di un’adulta; come molti altri trentenni dei nostri tempi, ha seguito il percorso di vita indicato dai propri genitori (laurea, fidanzamento, lavoro stabile…) invece che seguire veramente le proprie aspirazioni, e quando tutto intorno a lei sembra crollare, si sente persa.

In conclusione, Clarissa Tornese è riuscita nel non facile compito di scrivere un romanzo accattivante, dal ritmo scorrevole e dal linguaggio vivido e credibile, ma che tratta anche tematiche non banali e offre numerosi spunti di riflessione e chiavi di lettura, come del resto fa lo stesso titolo, acronimo di “You Only Live Once”: una versione “2.0” del buon vecchio “Carpe Diem”, all’insegna dell’edonismo e del materialismo, o invece una presa di coscienza più matura sul vero senso della vita? L’autrice lascia ai lettori la risposta.
“YOLO”, che per i motivi qui elencati è un romanzo che può piacere a un pubblico sia femminile che maschile, e sia agli adolescenti che ai trentenni (e, azzarderei, anche a molti “ex trentenni”), è disponibile dal 24/01/19 in versione cartaceo ed ebook su Amazon e numerose altre librerie online.