Quante volte, durante un lungo viaggio in treno, veniamo disturbati e inondati di racconti di sconosciuti, passeggeri sulla nostra stessa tratta, incontri casuali sul nostro percorso?
A me è capitato molte volte, forse fin troppe, mentre io volevo solo leggere o ascoltare musica, in pace.
Certe volte però, questi incontri fortuiti hanno qualcosa da darci, come una storia, ed è il caso del protagonista di questo libro vincitore del premio IoScrittore 2019, il noto torneo letterario organizzato dal gruppo editoriale Mauri Spagnol.

Un treno per Berlino di Luca Granato racconta l’incontro tra Cosimo Beningarda e un anziano passeggero tedesco, Bertfried Ziegler, sul treno che porta da Monaco a Berlino.
Già alla stazione Cosimo si interessa dell’uomo, gli si siede accanto, e sarà allora che Ziegler inizierà il suo racconto.
Per tutto il tragitto egli sviscera la sua storia, partendo dal momento in cui decide di lasciare l’università. Voleva fare il giornalista, poteva farlo anche senza laurea, ma la sua vita è influenzata dal periodo storico e dal luogo in cui vive, la Germania degli anni Trenta.
In molti accusano i tedeschi della loro omertà durante la guerra, ma come afferma Ziegler, mentre nei libri tutto accade in una manciata di righe, per loro il cambiamento è stato lento, non è stato semplice accorgersene e reagire, ed è stato facile venir convinti che ciò che stava accadendo fosse giusto. Non intende difendere sé stesso o il suo popolo, ma solo spiegare come realmente ha vissuto la situazione.
Così inizia il viaggio in treno e allo stesso tempo quello nel passato di Ziegler, e Cosimo ascolta sempre più interessato, attento ai particolari forse un po’ troppo romanzati.

Ziegler racconta delle sue ambizioni, del suo disinteresse per la politica e del suo amore per le motociclette, soffermandosi in particolare sull’incontro con una donna, Hanne, che gli cambiò la vita.
La conosce durante il rogo dei libri, quando lei afferra un libro proibito e fugge via, chissà dove. Crede di non incontrarla più, ma invece accade, e tra i due nasce un’amicizia forte, che li porta a condividere emozioni, biblioteche proibite e segreti.
Ziegler si scopre innamorato, ma lei è sposata e lui non intende fare alcun passo falso. Riversa tuttavia il suo amore nelle attenzioni per lei, e quando viene a conoscenza di un grande segreto della donna, le resta accanto e se ne fa peso.

Nonostante il regime sempre più opprimente la vita procede, ma tutto cambia quando Ziegler viene licenziato dal suo lavoro come correttore di bozze. Non trovando lavoro, chiede aiuto ad un suo amico di vecchia data, unitosi alle forze militari naziste. Per aiutarlo, però, viene obbligato ad iscriversi al Partito Nazista, facendosi carico di azioni che, ormai, lo coinvolgono senza il suo volere.
Per lavorare deve trasferirsi a Monaco, dicendo addio a Hanne e ai suoi cari, ma soprattutto piegandosi al volere del Partito.
Ciò che mai si perdonerà sarà aver preso parte, seppur inconsapevolmente, a un atto di atrocità verso l’umanità, che coinvolge Hanne in prima persona.
Servirà un viaggio a Berlino per liberarsi di questa colpa, e forse solo Cosimo, quel giovane incontrato per caso sul treno, potrà aiutarlo.

Il romanzo di Luca Granato vuole dar voce a quelle persone che hanno assistito, inermi e confusi, ad un cambiamento più grande di loro, una colpa difficile da sopportare e da dimenticare. Ma in certi casi basta raccontare, diffondere, insegnare ciò che è stato per espiare le proprie colpe e andare avanti. Toccante ma non melodrammatico, accurato nella ricostruzione storica senza essere pedante, “Un treno per Berlino” è un esempio illuminante di come un romanzo possa raccontare la Storia appassionando il lettore e coinvolgendolo, proprio come Cosimo si appassiona ascoltando la vicenda di Ziegler. Pertanto, lo consiglio con piacere ai lettori di narrativa contemporanea e romanzi storici di tutte le età; è disponibile su numerose librerie online, tra cui Amazon, in cartaceo ed ebook.