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Steins;Gate: a salvare la fantascienza sarà una Visual Novel giapponese?

NDE Blog – Gli Ebook, l’Editoria e Tutto Quanto! Steins;Gate: a salvare la fantascienza sarà una Visual Novel giapponese?

La cultura pop contemporanea giapponese, che ha ispirato milioni di fan in giro per il mondo, prende spesso a piene mani da un folto repertorio di miti e leggende, orientali ma anche occidentali: è il caso ad esempio di manga e anime di grande successo come Dragon Ball o I Cavalieri dello Zodiaco. Proprio da questo talento nel reinterpretare storie apparentemente semplici e trasformarle in trame epiche nasce Steins;Gate: una visual novel a tema fantascientifico ambientata ad Akihabara (la famosa “città elettrica” nel cuore di Tokyo) che rielabora un fatto di cronaca degli ultimi anni, uno dei più clamorosi “fake” della storia di internet: John Titor.

Sedicente viaggiatore nel  tempo che creò clamore tra il 2000 e il 2001 con predizioni apocalittiche (poi rivelatesi errate, per fortuna) sui newsgroup e i forum, la storia di Titor, della ricerca di un fantomatico retro-PC IBM 5100 e della rivalità con il CERN, tutte balle colossali nel nostro mondo, diventano invece realtà in quello di Steins;Gate, un mondo dove in un laboratorio improvvisato popolato da otaku diciottenni viene creata per puro caso una macchina del tempo (più o meno) cercando di collegare un telefono a un microonde. Ma sarà puro caso… o “la volontà dello Steins Gate”?

Anche gli espedienti metanarrativi non mancano!

…State ancora leggendo? Bene, perché se queste premesse non vi hanno portato a chiudere la pagina web pensando “Che cazzata micidiale”, forse siete pronti all’epica avventura che Steins;Gate può offrire a coloro che non si lasciano intimidire dal contesto apparentemente demenziale. Passiamo pertanto ai protagonisti: la storia è raccontata in prima persona da Okabe Rintaro, autoproclamatosi Houoin Kyouma ma chiamato Okarìn dagli amici, una specie di complottista paranoico con la testa di un dodicenne, che sfrutta il suo talento nelle scienze per inventare i gadget meno utili della storia. Costui è affiancato da Mayuri, ragazza tanto kawaii quanto ingenua, e dal super hacka Daru, genio dell’informatica e delle battute oscene; a loro si aggiungeranno come lab mem (membri del laboratorio) Kurisu “Christina” Makise, una ricercatrice geniale ma dalla personalità problematica (sapete cos’è una tsundere? Ecco!), un ragazzo che ama travestirsi, una “catgirl” ammaliatrice e altri ancora.

Okabe in uno dei suoi classici deliri da complottista.

… Ancora qui?! Beh, se non avete ancora abbandonato la lettura a questo punto, allora sì: Steins;Gate fa davvero per voi. Prima di iniziare a leggerlo/giocarlo, tenete però presente una cosa: si tratta di una visual novel parecchio lunga (almeno 25 ore per finire i capitoli principali, e un’altra decina di ore per sbloccare tutti i finali e gli extra) che non ha tra i suoi lati forti l’immediatezza. Le prime scene sono volutamente criptiche, ma non temete: la struttura narrativa di S;G non è sullo stile di “Lost” (che aggiunge tre misteri ogni volta che se ne risolve uno);qui il “vero finale” spiega tutti i dubbi in sospeso. Inoltre, la prima metà ha un ritmo volutamente pacato che alcuni potrebbero definire lento: questo serve non solo a creare le basi per la caratterizzazione dei personaggi, ma per abituarci a un’atmosfera pacifica e vicina a quella delle commedie romantiche, com’è del resto normale per un gruppo di amici diciottenni, fino a che… beh, arriva un colpo di scena di quelli pesanti. Da quel punto, l’atmosfera di Steins;Gate cambia completamente e lo stesso vale per il ritmo narrativo, che prende il volo e non si ferma più, trasformando quella che sembrava una slice of life ambientata nel mondo otaku in un proprio vero thriller psicologico che reinterpreta la fantascienza classica esplorando fino in fondo le potenzialità narrative che un tema già noto ma non ancora sfruttato a pieno come quello dei viaggi nel tempo consente.

L’ho già detto che la qualità delle illustrazioni è eccellente?

Veniamo ora all’aspetto più interessante per noi: perché Steins;Gate dà il meglio di sè come Visual Novel e non come anime (esiste, ma anche se di buona fattura non è paragonabile alla VN) o libro? Perché S;G non si limita a raccontarvi una storia, ma a farvi immedesimare nel protagonista e nelle sue scelte e, quindi, a farvela vivere. Okabe Rintaro può non attirare la nostra simpatia da subito, ma progressivamente, quando le sue riflessioni diventano sempre meno deliranti e sempre più drammatiche, i suoi pensieri finiscono per assimilarsi ai nostri. Inoltre, dopo averci fatto affezionare ai suoi personaggi, Steins; Gate ci mette alla prova chiedendoci di fare delle scelte che influenzano il loro rapporto con Okabe, cioè il nostro simulacro dentro quello strambo mondo fatto di assurdi laboratori, fiere di fumetti e viaggi nel tempo. E non è un caso che il meccanismo narrativo, che ci permette di fare scelte che non cambiano solo lo sviluppo delle singole scene ma il vero e proprio finale della storia, non si basi sulle solite scelte multiple, ma sia integrato alle regole di quel mondo: a influenzare la storia è lo stesso cellulare di Okabe, i cui messaggi e telefonate hanno il potere di superare i limiti  del tempo e di cambiare le sorti dei personaggi. Così, quando lo strambo protagonista si strugge nel valutare le conseguenze delle sue azioni, ci troviamo emotivamente coinvolti come raramente succede in un altro libro o un videogioco.

Anche quando la trama diventa sempre più drammatica, non mancano i doppi sensi demenziali. Beh, stiamo sempre parlando di una Visual Novel giapponese…

A proposito, vi do un consiglio: generalmente ritengo controproducente usare una guida la prima volta che si legge una Visual Novel dai finali multipli, perché in fondo trovare i giusti percorsi da seguire attraverso vari tentativi fa parte del “gioco”; Steins;Gate fa però eccezione, perché le scelte per arrivare al “vero finale” sono spesso poco intuitive e macchinose. Vi consiglierei pertanto di fare riferimento a questa guida, che non contiene grossi spoiler, per sbloccare i vari finali e tenervi per ultimo il “true ending”; ne assicuro, ne vale la pena anche solo per il potente messaggio di fondo: che quando tutto sembra andare storto, a volte la cosa giusta da fare non è sforzarci di cambiare per adattarci alle circostanze… ma rimanere noi stessi fino alla fine. Perché in fondo, è proprio questa la volontà dello Steins Gate.

El Psy Kongroo.

 

Note tecniche: Steins;Gate è disponibile per PS3, PSVita, PC (Steam) e in versione mobile per iOs. Il testo è in inglese e l’audio in giapponese (entrambi di qualità eccellente).

 

By | 2017-06-29T18:44:51+00:00 febbraio 16th, 2017|Recensione|0 Commenti

About the Author:

Editore, scrittore ed in generale entusiasta di internet. "A volte sei tu che mangi l'orso, a volte è l'orso che mangia te".