Articolo a cura di Giuseppe Bonan, autore di “Il Diario di Zenda”

le verità nascoste

Mi premeva da un po’ di rendere partecipi gli altri (o almeno alcuni altri) del fatto di come possa risultare utile avere un profilo Facebook per uno scrittore. Sia per conoscere che per farsi conoscere. E quindi come sia utile per l’appunto internet, tralasciando per un attimo le conseguenze negative che la portano a essere riconosciuta come invasiva e lesiva. Prima di incontrare Michela Zuccollo (una scrittrice della mia provincia, Vicenza) mi ero imbattuto in un premio letterario indetto dalla casa editrice con la quale lei stessa ha pubblicato. Di tutto questo venni a conoscenza tramite il web. Colsi l’occasione per assistere a una presentazione del romanzo d’esordio della Zuccollo, notando con un po’ di sorpresa che una delle lettrici, alla serata, la conoscevo in quanto facente parte del gruppo di volontariato LaAV (letture ad alta voce) con il quale opera una mia sorella e l’altra, che conobbi in quell’occasione, per sentito dire, aveva già preso il mio ultimo libro (lol). Con loro due, Giulia ed Elena, completai la conoscenza tramite facebook, dopo aver iniziato a farla di persona. Si rivelò una serata interessante, anche perché ebbi occasione di scambiare una parola sia con l’editore che, naturalmente, con Michela, il cui libro mi incuriosiva. Anche con lei mi era capitato di discorrere prima on-line, essendo scrittore e condividendo un certo punto di vista rispetto alle storie e ai rapporti con gli editori. Eccoci quindi, in qualche maniera, nel nostro piccolo, a uscire dall’anonimato della nostra contrada, dei nostri paesi, della nostra terra, che poi però tanto anonima non è.

Quindi ora mi appresterò, dopo averlo letto, a elargire alcune mie impressioni in merito a “Le verità nascoste di San Michele”, di Michela Zuccollo.

Un romanzo breve che narra di vicende passate viste con gli occhi di alcuni giovani poco più che adolescenti, senza togliere comunque la voce ai padri dei nostri, che risultano invece protagonisti principali in quanto col senno di poi fautori di episodi fondamentali nella storia. Sono resi quindi loro stessi personaggi importanti per la riuscita della narrazione, caratterizzata da episodi cruenti o meno, che danno al tutto quasi un sapore di saga familiare alla Isabel Allende. Potrebbe sembrare un romanzo storico, di storia della società propria di una certa zona del vicentino, non fosse che l’autrice si preoccupa di informare i lettori che il paese di San Michele non esiste. Per il resto il ritmo tiene incollati alle righe e la narrazione si dipana come fa sciogliere i misteri, celati, a suo tempo, con dovizia di particolari. Il ritmo è incalzante e costringe al fiato corto, fino a che non si svelano Le verità nascoste di San Michele.