In un romanzo fantasy, la difficoltà maggiore per uno scrittore è forse quella di introdurre la componente “sovrannaturale” evitando al contempo “spiegoni” e rendendola davvero comprensibile al lettore. Ecco, “Genesi – Lucifer e l’eterna oscurità degli angeli” di Fabrizio De Palma ci riesce, e anche bene, presentandocelo con gli occhi della protagonista, Anna, adolescente di Welf Belfast dalle idee fuori dagli schemi e come tale in conflitto permanente con “il sistema”; il personaggio perfetto per scoprire un mondo di poteri magici, angeli, demoni e amenità varie.

Ma attenzione: Anna non è la solita protagonista da Urban Fantasy, spesso a metà strada tra le “Mary Sue”, perfette al punto da risultare poco plausibili, e le eroine fin troppo “normali”, a tal punto da sembrare blande; la protagonista, con la sua insoddisfazione adolescenziale, la sua passione per Star Wars e la sua fame di riscatto, invece si rivela un’equilibrata via di mezzo. Oltretutto, Anna non è la tipica predestinata rigidamente ancorata dalla parte del “bene”, e il suo vero ruolo nella trama si rivelerà spiazzante… ma sto entrando in territorio spoiler, torniamo indietro…

Anna, dicevamo, è una ragazza cattolica di West Belfast (scelta originale, e a mio dire azzeccata vista le peculiarità “identitarie” della città, per l’ambientazione di un Urban Fantasy) che, apparentemente per caso, scopre che tutto quello che le era stato insegnato sulla religione è… solo parzialmente vero. Ad esempio, Angeli e Demoni sono ben diversi da quelli descritti nella Bibbia, e non solo si mischiano agli umani, ma da secoli ne influenzano lo sviluppo della Storia stessa.

Ecco qua: quando le viene rivelato tutto ciò, e le viene spiegato di fare da tempo parte di questo mondo (ricordate Hagrid con Harry Potter? Ecco, una versione un po’ più “dark” di quella scena…), la reazione di Anna è quella che potremmo avere noi: “Cazzate!”; è proprio questo delicato equilibrio tra “fantasia” e “credibilità” a consentire al lettore di entrare all’interno di un universo narrativo complesso, e di poterne beneficiare al meglio della sua ricchezza. “Genesi” si rivela quindi un esempio da manuale su come impostare la trama, anche complessa, di un fantasy contemporaneo, in quanto l’immersione nel mondo “magico” è facilitata dall’immedesimazione con la protagonista, al punto da ritrovarsi nei suoi pensieri e nelle sue parole.

Parallelamente alle vicende di Anna, alle prese con la sua vera natura e le responsabilità che ne conseguono, la narrazione procede anche su un punto di vista diverso: quello di colei che si rivelerà in un certo senso l’antagonista, Nya: un personaggio affascinante, non il solito “cattivo” stereotipato (tutti i personaggi principali del romanzo, a dire il vero, evadono dagli stereotipi che possono inizialmente sembrare di incarnare), il cui arco narrativo dona sfumature più marcatamente noir e “adulte” alla trama.  Trama che si rivela ben architettata e appassionante nonostante la sua complessità: la tensione narrativa è in crescendo per tutto il corso del romanzo, fino al finale entusiasmante e ricco di colpi di scena, che, per una volta in un Urban Fantasy, sembra chiudere tutti gli archi narrativi (ma… mai dire mai!).

“Genesi”, ormai lo avrete capito, non rinuncia né a intrattenere da subito il lettore, né a mettere sul piatto qualcosa di più ricco di altri romanzi simili: i temi trattati sono numerosi e vanno anche oltre quelli tipici del genere thriller/fantasy, ad esempio si parla in modo non banale di omosessualità e di tolleranza, il che conferisce una profondità che non compromette però il ritmo di lettura, che rimane concitato. Ho trovato interessante e generalmente ben realizzato il collegamento degli elementi fantasy con il folklore popolare, la cultura pop contemporanea e, persino, la Storia con la s maiuscola. Ho tra l’altro apprezzato che la divisione tra angeli e demoni sia solo apparentemente dicotomica, perché «non sempre chi fa del bene fa davvero del bene. E non sempre chi fa del male sta davvero facendo solo del male». Soprattutto se la situazione è complicata dai misteriosi individui che agiscono nell’ombra e dalla minaccia di un virus letale. Si può dire che il romanzo abbia una morale di fondo “relativista” ben argomentata e molto meno scontata di quello che si possa pensare.

Il romanzo di Fabrizio de Palma è inoltre formalmente ottimo e stilisticamente molto curato: la lingua semplice, viva, “cruda” ma senza scadere nel becero; laddove è necessario, l’autore sa adattare il registro linguistico alla caratterizzazione dei personaggi e al contesto, contribuendo alla ricchezza espressiva del testo senza comprometterne la coerenza. I dialoghi sono quindi vividi e realistici, l’uso di essi per portare avanti la trama e lo sviluppo della caratterizzazione dei personaggi è gestito sapientemente, anche attraverso espedienti narrativi brillanti, come l’alternanza a una partita di scacchi, e contribuisce positivamente al ritmo di lettura.

In conclusione: all’interno di un genere piuttosto specifico, il thriller a tema fanta-religioso, “Genesi – Lucifer e l’eterna oscurità degli angeli” spicca nettamente per originalità per quanto riguarda l’ambientazione, la caratterizzazione dei personaggi e la trattazione degli elementi fantascientifici. Non lasciatevi ingannare dalla giovane età della protagonista, che potrebbe far considerare “Genesi” un romanzo Young Adult: io invece credo che, sia in termini di stile linguistico (spesso affine al noir) sia di temi trattati, si tratti di un romanzo ben più “maturo” di quanto non possa sembrare da un’occhiata superficiale. “Genesi” sicuramente può piacere a chi ama i thriller e/o i fantasy, o in generale a chi cerchi un romanzo un po’ fuori dagli schermi che lo possa appassionare e, perché no, sorprendere. Ah, sì, non vi ho ancora detto una cosa: che l’ebook è in offerta di lancio su Amazon a 0.99€ e, oso sbilanciarmi, credo che il prezzo di un caffè (anzi, ormai meno…) lo valga eccome!