Tutti gli italiani, tra reminiscenze scolastiche e “fama” generale, hanno almeno una vaga idea di chi sia Guglielmo Marconi; anche i Comuni più piccoli di solito hanno sempre una Via Marconi! Ma quanti sanno chi era davvero lo scienziato italiano (e già quest’ultimo aggettivo è una “mezza verità”)?

Maurizio Agostini, autore bolognese, è uno dei non molti contemporanei che hanno “indagato” un po’ più a fondo sulla vita e i misteri di Guglielmo Marconi, traendone spunto per un appassionante thriller a sfondo storico-scientifico, che traccia un ponte tra l’Italia di oggi e quella del Novecento: La terra canta in do. E il mistero più grande è esplicitato già dal sottotitolo L’arma segreta di Guglielmo Marconi: ma come, noi lo conosciamo per i suoi contributi allo sviluppo delle telecomunicazioni, non in ambito bellico! Cos’è quindi questa misteriosa arma? Ve lo posso svelare, dato che il mistero su cui si basa la suspense del libro è un altro (ossia: chi era davvero Guglielmo Marconi). Si tratta del “Raggio della morte”, un progetto bellico fortemente voluto da Benito Mussolini, abbandonato poi a causa della morte nel 1937 dello scienziato bolognese. Dalle fonti storiche, sembra che quest’arma avrebbe potuto addirittura cambiare le sorti della seconda guerra mondiale!

Insomma, di “carne al fuoco” per gli appassionati di storia, e di scienza, in “La terra canta in do” ce n’è davvero molta, ed è evidente l’accurato lavoro di documentazione dell’autore, che non solo ha indagato sugli aspetti meno noti della vita di Marconi (sapevate ad esempio che sua madre era di origini irlandesi, della famiglia Jameson, nota per il whiskey, e che era un dongiovanni?), ma ha anche approfondito con cura la contestualizzazione storica, del resto indispensabile per avere un quadro completo della vicenda. Si sa che Marconi venne volutamente trascurato dalla sua Bologna nel dopoguerra per questioni politiche (l’adesione al fascismo che lo ha reso antipatico alla sinistra), ma quali erano davvero i suoi rapporti con il regime?

Ma La terra canta in do non è propriamente un romanzo storico: si può infatti considerare investigativo. La ricerca dell’autore è del resto parallela a quella dei due protagonisti, Marcello e Francesca (già introdotti in un precedente romanzo di Agostini, Aelia Lelia Crispis – L’enigma della Pietra) , che tramite la conoscenza con una discendente di Guglielmo Marconi, Eleonora, incappano in una serie di misteri che finiscono per catturarli, e coinvolgerli in un’indagine che si rivelerà presto pericolosa: il mistero dietro al Raggio della morte, una volta che inizia a svelarsi, attira infatti l’attenzione di molteplici soggetti, e la vicenda si trasformerà ben presto in qualcosa di simile a un thriller politico, non privo di scene “hot”, mantenendo però le sue peculiarità.

La vera identità di Marconi e i suoi rapporti con Mussolini non sono infatti gli unici temi su cui il lettore si trova a riflettere; Marcello e Francesca, sono del resto molto interessanti come investigatori “anomali” in cui è facile identificarsi: sono ben caratterizzati, ma in definitiva i personaggi “finzionali” descritti nella parte contemporanea del libro potrebbero essere persone reali che puoi incontrare mentre sorseggiano un negroni in un bar tra i portici bolognesi; personaggi dalla moralità ambigua, edonisti, a volte ammirevoli ed altre volte detestabili, in una parola: umani. Ed è questa, in un certo senso, la loro “forza”. Come loro all’interno del romanzo, noi nel mondo di oggi ci ritroviamo spesso senza punti di riferimento, con poche certezze che possono trovarsi in discussione da un momento all’altro; oltre all’accuratezza della ricerca storica, questo  è un altro forte elemento di originalità del romanzo di Maurizio Agostini, e particolarmente significativa è la telegrafica (visto che si parla di Marconi…) ma efficace introduzione dell’autore: “Questo non è un romanzo, né un saggio, né una profezia, ma tutte queste cose insieme”.

La terra canta in do oltre a essere stimolante e ricco di contenuti, è anche – e soprattutto – piacevole da leggere: è lungo ma scorrevole, denso di riferimenti senza però risultare mai dispersivo o noioso. I capitoli sulla vita di Marconi si alternano efficacemente con quelli ad ambientazione contemporanea, tracciando interessanti parallelismi sulla Bologna di oggi e di ieri. L’autore, oltre alla cura negli aspetti formali, rivela buona flessibilità stilistica, intrecciando un riuscito equilibrio tra accuratezza storica e vivacità della lingua. E anche se la frase introduttiva citata poco fa è senz’altro efficace per presentare la sua “unicità” e le sue molteplici chiavi di lettura… per me si può definire in primo luogo “romanzo”. E non è certo un aspetto negativo, perché è un bel romanzo!

La terra canta in do – L’arma segreta di Guglielmo Marconi è disponibile su Amazon, in formato cartaceo ed ebook.