Five Nights at Freddy’s – di come la Storia conti più di ogni altra cosa

NDE Blog – Gli Ebook, l’Editoria e Tutto Quanto! Recensione Five Nights at Freddy’s – di come la Storia conti più di ogni altra cosa

Articolo a cura di Davide Pozzobon

ATTENZIONE: Articolo ad alto contenuto di spoiler. Se non vuoi sapere alcune vicende sulla serie Five Nights at Freddy’s o lo stai ancora giocando, sconsiglio la lettura.

Questo articolo sarà particolare, non credo si sia mai trattato di nulla del genere sul blog della NDE, ma forse il messaggio che voglio lanciare può essere plasmato parlando di una cosa che non riguarda per forza l’editoria o l’ebook in generale, ma di un videogioco indie horror, l’ormai cult Five Nights at Freddy’s.

Alcuni lo odiano, altri lo adorano. Chi lo odia si sofferma sulla grafica e sul gameplay. Di questi aspetti parlerò brevemente, ma è evidente che chi non apprezzi FNAF o lo fa per gusto personale (giustissimo) o forse non ha capito cosa rende grande questo videogioco.

Potete trovare informazioni sullo sviluppatore, Scott Cawthon, semplicemente cercando il suo nome in internet. Per eventuali video sul gioco, vi rimando ai video del Game Theorist, che sono molto interessanti e mi hanno fatto apprezzare questo gioco che nemmeno possiedo.

Una tetralogia ancora incompleta (il quarto capitolo, non si sa se sequel o prequel, è in fase di sviluppo), FNAF è semplice dal punto di vista del gameplay. Un time and resources management con jumpscare. Nulla di più classico.

Cos’è allora che ha fatto diventare un vero cult questo videogioco, facendo scaturire fan fiction, fan art e vere e proprie canzoni da vari artisti del tubo (consiglio i The Living Tombstone e i DAGames)?

L’orrida trama di fondo.

Five-Nights-at-Freddy’s-3

Quasi certamente (non ho trovato alcuna conferma ufficiale) ispirato agli avvenimenti di Chuck. E Cheese, nota catena di pizzerie americana dove un dipendente ha compiuto un massacro per vendetta, il gioco ha luogo nella pizzeria Freddy Fazzbear’s Pizza, una pizzeria con target principale i bambini, dove degli animatronic interagiscono coi bambini per portare divertimento.

Ma un giorno tutto è cambiato.

Il giocatore veste sempre i panni del guardiano notturno che di notte deve tentare di sopravvivere agli assalti dei robot in modalità free-roaming con tattiche e trucchi che variano da gioco a gioco: chiudendo le porte della sua sala nel primo capitolo, indossando una maschera di Freddy nel secondo e nel terzo…beh, a dire il vero non è molto chiaro, il dibattito è ancora aperto; si sa per certo che chiudere i condotti dell’aria impedisce a Springtrap di passare per di là, ma come tenere alla larga il nostro caro pupazzone pare non sia ancora del tutto chiaro.

Certo, per apprezzare il gioco bisogna anche fare un patto col creatore del suddetto e mandare la logica a quel paese, perché la guardia notturna si ripresenta ogni notte quando riesce a sopravvivere. Credo che sopravvivere alla prima notte sia già abbastanza per far passare la voglia di svolgere un lavoro sotto pagato come quello per una sola ora in più, figuriamoci un’intera settimana.

Ma analizziamo il primo capitolo, il motore del cult.

Utilizzando le telecamere di sorveglianza, il vostro compito è quello di monitorare dove si trovino gli animatronic e impedire che irrompano nel vostro ufficio uccidendovi. Per motivi che non stanno né in cielo né in terra, la pizzeria di notte è alimentata da un generatore di corrente che col tempo si scarica, quindi più usate le telecamere e tenete le porte chiuse, maggiore sarà la possibilità che esauriate la corrente, decretando la vostra morte, dato che allo scadere del momento fatale, le porte si apriranno di scatto e rimarranno bloccate (?) e sarete uccisi da Freddy, il leader degli animatronic.

Sarete aiutati nel vostro compito da un tizio chiamato dalla fan base “Phone Guy”, essendo un tizio senza nome che ha lasciato delle registrazioni telefoniche per aiutarvi a gestire la situazione di notte in notte. Sarà lui a dirvi quali tattiche utilizzare per sopravvivere agli animatronic e racconterà alcuni particolari macabri della pizzeria…

Passiamo infatti finalmente alla storia, dopo tutto sto preambolo di premesse e spam che appare più come un messaggio promozionale. Da Phone Guy sappiamo che nel 1987 un animatronic è impazzito e ha morso un banambino, staccandogli un pezzo del lobo frontale. Quello fu uno dei numerosi incidenti che portò alla disfatta la pizzeria (voi infatti state giocando quello che più avanti si scoprirà essere l’ennesimo re-opening). Una delle cose più macabre però è la storia dei bambini scomparsi.

Sulle pareti delle varie stanze della pizzeria che potrete vedere attraverso le telecamere, ogni tanto appariranno dei messaggi lasciati a mo’ di bacheca che, se presi sotto screen shot e ingranditi, rivelano un particolare agghiacciante della storia.

In un tempo imprecisato, qualcuno ha uccido cinque bambini nella pizzeria. I cadaveri non sono mai stati ritrovati, anche se sembra che il colpevole sia stato arrestato. Proseguendo nel gioco, Phone Guy vi avvisa che la pizzeria aveva avuto problemi di malsanità degli ambienti, dato che gli animatronic ad un certo punto iniziarono a puzzare e a perdere muco dagli occhi e dalla bocca.

Si deduce quindi che l’assassino ha infilato a forza i cadaveri dei pargoli dentro le tute dei robot, o per meglio dire, “force stuffed”, per citare lo stesso phone guy. Ai tempi del primo gioco questa cosa era solo dedotta dalla fan base di giocatori, perché non c’erano indizi certi, ma lo stesso phone guy vi rivela che potrebbe essere così quando vi avvisa che se veniste presi, “sareste scambiati per esoscheletri senza tuta, una cosa molto grave qui alla Freddy Fazzbear’s Pizza, e quindi gli animatronic cercherebbero di rimediare inserendoti a forza dentro una tuta e schiacciando le tue ossa dentro i macchinari che sostengono la struttura e quindi, beh, uccidendoti di fatto”.

Quando gli animatronic ti catturano, tu stesso vieni infilato in una tuta e, essendo zeppo di cavi elettrici e d’acciaio, sarai spappolato dentro, morendo sicuramente. Questa orrida fine la si intuisce sia da una delle varie allucinazioni che si hanno durante il gioco, quando per brevi istanti sullo schermo di gioco compare il volto di Freddy con occhi umani (più piccoli quindi delle gigantesce orbite oculari da pupazzone) che ti fissano, sia quando effettivamente muori, potendo vedere nella schermata di game over l’animatronic Freddy con due occhi umani, uno dei quali penzolante dalla cavità oculare per altro, e dentro la sua bocca sono infravisibili due arcate di denti umane.

Questo spiegherebbe anche il comportamento anomalo degli animatronic. Dopotutto, nel gioco loro sono lasciati in modalità free-roaming la notte per evitare che le loro giunture si arrugginiscano, dato che non sono più usati ma il proprietario ci tiene a conservarli. Ma perchè dovrebbero avercela a morte col guardiano notturno? Perché lo uccidono?

Forse che gli spiriti dei bambini assassinati stiano cercando di vendicarsi?

Ma c’è qualcosa che non torna, perchè gli animatronic sono quattro. Freddy Fazzbear, un orso, leader degli animatronic, Bonnie il Coniglio (tra l’altro il robottone ritenuto più spaventoso dal creatore del gioco), Chica il pollo e Foxy il Pirata, un animatronic volpe molto malandato e tenuto al coperto nel Pirate’s Cove. Ma c’è un altro animatronic che compare ogni tanto, chiamato dai fan Golden Freddy. Esso appare quando trovate il suo poster osservando una particolare stanza della pizzeria. Se tornate alla schermata dell’ufficio della guardia, apparirà questo animatronic, all’apparenza inanimato (sembrerà infatti inerte) e inizieranno ad apparire delle strane scritte nello schermo. “Its’ me!”. Molti di voi avranno già aggiunto “Mario!”, lo so, lo sento mentre scrivo tutto ciò. Per far scomparire goledn freddy basta tornare a guardare le telecamere, ma se non sarete abbastanza veloci, attiverete la sua death screen, che consiste nel suo volto con gli occhi vacui e tenebrosi stampato a tutto schermo dal quale uscirà un urlo agghiacciante.

Ci sono due fatti che confermano quanto detto sopra, che i bambini fossero stati infilati a forza nelle tute e nascosti lì dopo il massacro. La prima è che la risata di Freddy non è altro che una risata di bambino rallentata del 40%. La seconda si è scoperta tramite un glitch del gioco. Quando avviene la death screen di Foxy, che si lascia penzolare nell’ufficio e inizia il suo urlo (uguale per tutti gli animatronic, dura circa due secondi prima che lo schermo si spenga e appaia lo screen del game over), potrebbe capitare che non moriate subito, ma potrete ascoltare tutto l’urlo per esteso. Se vi capita ciò, potrete sentire che non è altro che l’urlo di un bambino.

Non dimentichiamoci poi che Phone Guy muore nel primo capitolo, ma ci torneremo dopo a ciò.

Ai tempi, tutto quanto scritto sopra erano solo supposizioni. Il mistero si chiarisce un po’ passando al secondo capitolo, che si rivela essere un Prequel. Come sappiamo ciò? Quando viene completato il gioco, si riceve lo stipendio della settimana, che risulta essere molto basso. Andando però a vedere il salario minimo degli anni passati, si scopre che il primo capitolo è ambientato nel 1992 o 97, attualmente non ricordo, mentre il salario che si ottiene nel secondo capitolo coincide con lo stipendio medio per un attività del genere del 1987.

Esattamente la data citata nel primo capitolo.

Anche qui abbiamo Phone Guy che ci aiuta e questa volta le regole del gioco cambiano un po’. Gli animatronic sono aumentati, stiampo partecipando ad una grande riapertura con alcuni animatronic nuovi (i vecchi modelli sono gli stessi visti nell’uno, solo più sgangherati, il che porta a pensare che nel primo capitolo siano stati rimessi a posto per oscuri motivi). Abbiamo quindi le vecchie e le nuove versioni di Chica, Bonnie e Freddy. La versione di Foxy è più femminile “per creare più appeal coi bambini”, ma siccome i bimbi belli si divertivano a spaccarlo in mille parti (letteralmente), lo staff si è stufato di rimontparlo e l’ha lasciato così come lo trovava di volta in volta, soprannominandolo Mangle. Abbiamo anche due animatronic in più, Baloons Boy, il cui unico scopo è rompervi le luci e impedirvi di usare la torcia, e The Puppet, che funge da Golden Freddy di questo capitolo. Ma mentre golden freddy era attivabile a caso, la Marionetta sta dentro una scatola il cui meccanismo deve sempre essere ricaricato. Dovesse esaurirsi, essa uscirà per darvi la caccia, e non ci sarà modo di fermarla.

In questo capitolo non abbiamo porte e vengono introdotte per la prima volta i condotti di aerazione che conducono direttamente all’ufficio della guardia notturna. Del perché ci siano dei condotti così grandi che collegano la sala ristoro con un ufficio, grandi abbastanza da far passare dei bambini, è un mistero, ma come prima, bisogna accettare di lasciar perdere la logica quando si gioca a FNAF.

L’unico deterrente è quindi la vostra torica (da utilizzare contro Foxy) e indossare la machera di Freddy. Phone Guy ci informa infatti che, in seguito ad alcuni “misteriosi incidenti”, nei nuovi animatronic è stato inserito un sistema di identificazione di potenziali aggressori. Ci racconta inoltre che gli animatronic si comportano perfettamente con i bambini, ma quando vedono un adulto, lo fissano in modo strano…

Qui appare il primo controsenso del gioco rispetto al suo predecessore. Si capirà più avanti che la vittima del Morso dell’87 è il giocatore stesso, ma nel primo capitolo si era detto che era un bambino.

Durante il gioco, Phone Guy ci avvisa che qualcuno di recente ha indossato una tuta di animatronic, una gialla, e deve aver fatto qualcosa di strano. Questo è un riferimento alla serie di omicidi di cui si parlava nel primo capitolo. Inoltre è un flash forward di quello che si scoprirà nel tre.

Ma passiamo al vero nocciolo del secondo capitolo. Quando morirete, vi apparirà una schermata di gioco che ricorderà i vecchi giochi 8 bit dell’Atari. Nel primo, chiamato “take Cake to the Children”, interpretate Freddy che deve portare pezzi di torta a bambini urlanti e capricciosi, che diventano subito felici dopo averlo recuperato.

Ma un bambino solitario osserva dalla finestra e piange.

Ad un certo punto, una macchina viola si avvicina al bambino.

Un uomo viola scende.

Il bambino spalanca gli occhi. L’uomo viola, Purple Guy, sorride.

Se ne va.

Il bambino assume ora un aspetto cadaverico, con lacrime nere impresse sul volto.

In questo minigioco facciamo quindi la conoscenza dell’assassino, il Purple Guy. Ai fini di comprendere alcune cose che dirò in seguito, devo specificare che la Marionetta porta una maschera sorridente con occhi vacui e due segni viola che scendono dagli occhi in perpendicolare verso il mento.

Come se fossero lacrime.

Il secondo mini gioco post mortem che potete incontrare è “Savethem”. Interpretate sempre Freddy, che sarà guidato dalla Marionetta per la pizzeria per salvare i bambini. Incontrerete diversi cadaveri pixellosi sul vostro cammino, mentre la scritta “Save Them” verrà computata lettera per lettera. Il minigioco spesso termina con un jump scare, ma a volte potrebbe finire diversamente.

Potreste incontrare il Purple Guy. Vi inseguirà e sarà sempre più veloce di voi. Quando vi toccherà, sarete distrutti e apparirà una scritta molto agghiacciante.

You can’t.

Una piccola pausa per farvi riprendere fiato se vi siete spaventati. Notate una certa somiglianza tra questi minigiochi e i vari creepypasta sui pokemon?

Non sapete di che parlo?

Uddioh! (.cit)

I minigiochi non sono finiti. Proseguiamo.

Il terzo gioco si chiama “Give Gifts, Give Life”

Interpretate la Marionetta che deve portare dei regali a quattro bambini seduti per terra. Questa parte si intitola Give Gifts. Fin qua nulla di strano.

Completata quella, passerete a Give life. Qua i bambini sono chiaramente morti e quando la Marionetta si avvicina a loro e li tocca, sulle loro teste comparirà il volto pixelloso di uno degli animatronic del primo gioco. Quando toccherete anche l’ultimo bambino, il gioco terminerà con uno jump scare di golden freddy.

Non prima che si intraveda per qualche frazione di secondo un quinto corpo apparire al centro.

Il quarto gioco non ha nome. Interpretate Foxy, che deve semplicemente apparire in una stanza uscendo dal suo Covo dei Pirati e far felici i bambini che lo aspettano. C’è un bambino triste nella stanza però.

Il gioco deve essere ripetuto due volte. Alla terza volta, uscendo dal sipario che separa il Covo dei Pirati dal resto della pizzeria, potrete vedere il Purple Guy stare li accanto, sorridente. Quando Foxy entrerà nella stanza, vedrà solo cadaveri per terra.

E via un altro jumpscare.

Questi minigiochi alimentano il mistero che c’è sulla pizzeria. Va detto che durante le chiamate registrate di Phone Guy, lui afferma di aver sempre preferito Foxy agli altri animatronic.

Ma chi è Phone Guy? Sostanzialmente è un altro guardiano, che ha lasciato delle registrazioni per il suo successore per aiutarlo nel compito.

Ci ha avvisato della storia del Morso dell’87, dei bambini scomparsi, che è stata usata una tuta gialla per attirare i bambini in una stanza accessibile solo al personale dove è stato compiuto il massacro, e che ama molto Foxy. Ha quindi usato la tuta di Golden Freddy? Perchè quando appariva nel primo gioco, sembrava chiaramente sprovvisto di scheletro meccanico di supporto.

E questo spiegherebbe il curioso scheletro meccanico che appare nel secondo capitolo al posto di un animatronic, ogni tanto.

Ma passiEvita l’intolleranza verso i commenti negativi che ricevi, i giudizi sommari gratuiti ed eventuali attacchi alla tua persona: qualunque tua mancanza di rispetto verso qualcuno potrebbe cancellare il rispetto che gli altri nutrono per tamo a quello che si è creduto essere il capitolo finale, prima che Scott annunciasse l’uscita di Five Nights at Freddy’s: The last Chapter, che spero risolva alcuni misteri ancora inconclusi e che confermi alcune teorie che girano per la rete.

Il terzo capitolo è ambientato nel 2017. Questo lo sappiamo perchè ci viene chiaramente detto che è ambientato 30 anni dopo la Gran Riapertura del secondo capitolo. Qui gli animatronic classici compaiono solo come Phantom, “fantasmi” del passato che vi spaventano e fine, non vi uccidono.

La Pizzeria ha fallito su tutti i battenti dopo le orribili morti avvenute in essa. Phone Guy appare anche qua, anche se solo la prima notte. Ci informa che la pizzeria è stata riaperta come attrazione horror, “Freddy Fazzbear’s Fright”, e che vuole sfruttare le leggende orride che si raccontano sul posto.

Ho sempre occultato fino ad ora, per chi non conoscesse il gioco, che Phone Guy, soprattutto in questo capitolo ma anche nei precedenti, ci fa capire chiaramente che la direzione di Freddy Fazzbear’s Pizza copre tutti i delitti che lì avvengono, semplicemente passando deodorante e candeggina finché l’odore e le macchie di sangue non vanno via.

Non starò qui a spiegare come funziona il gioco. Ma qui facciamo la conoscenza dell’animatronic più orrido della serie, almeno fino a che non vedremo il quarto capitolo: Springtrap.

Springtrap è un soprannome dato ad una tuta ibrida, il cui nome sarebbe Spring Bonnie. Infatti, è un coniglio. La tuta è ibrida perché è sia animatronic sia tuta indossabile. Dei meccanismi a molla, gli “spring locks”, tengono lo scheletro meccanico schiacciato contro le pareti della tuta, permettendo a qualcunfo di indossarla.

Ma non è che funzionino proprio bene…basta respirare per farli scattare. Lo scheletro meccanico tornerebbe al suo posto, distruggendo le ossa di chiunque lo stia indossando. Oh, ma se capita, pregasi di andare a sanguinare lontano dal pubblico, eh!

Per questa sua caratteristica è quindi chiamato Springtrap, Trappola insomma.

Da vari indizi lasciatici nei precedenti capitoli (troppo lungo elencarli tutti ora) noi sappiamo che la Gran Riaperturapa del secondo capitolo era almeno la terza. Questo vuol dire che Springtrap è un vecchio animatronic delle origini della pizzeria.

Anche qui abbiamo dei minigiochi, attivabili in maniera molto strana e sfruttando glitch su glitch, voluti appositamente. Infatti questo gioco ha sia un finale Buono che uno Cattivo, ma non voglio rovinarvi la sorpresa raccontandovi tutto. Parlerò più avanti di come il doppio finale di FNAF 3 spieghi perchè gli animatronic hanno continuato ad uccidere.

Alla fine di ogni notte, sempre con grafica Atari, interpretiamo un diverso animatronic. C’è un Freddy Viola che ci chiede di seguirlo per la pizzeria. Noi lo faremo fino ad arrivare ad una stanza nella quale non possiamo accedere. Se ci proviamo, infatti, ci darà ERROR.

Va detto che Phone Guy ci avvisa che nella pizzeria c’era una stanza che non era stata inserita nelle mappe elettroniche degli animatronic ed era chiusa pure al pubblico. Era conoscibile solo dallo staff…

Qualcosa vi suona familiare?

Quando non possiamo entrare nella stanza e facciamo marcia indietro, il Purple Guy uscirà all’improvviso dalla stanza e ci distruggerà. Durante il caricamento del gioco, a volte potremo vedere delle orrifiche immagini di Springtrap e intravedere un teschio umano dentro la sua testa.

La terza immagine che ci apparirà ci confermerà che dentro Springtrap c’è effettivamente un cadavere. Gli occhi dell’animatronic sembrano essere conficcati nel teschio umano.

O forse….?

Ci farà cadere a pezzih!” (.cit)

Quando avrà distrutto tutti gli animatronic, alla fine della quinta notte partirà lo stesso gioco.

Ma interpreteremo uno dei bambini uccisi.

Potremo entrare nella stanza questa volta.

Quattro fantasmi di bambini bloccheranno la stanza mentre noi ci confronteremo col Purple Guy, che, terrorizzato, correrà come un pazzo in giro per la stanza, cercando di non farsi prendere.

Nella stanza c’è solo una tuta gialla. Spring Bonnie.

Non sapendo cosa fare, messo alle strette, il Purple Guy vi entrerà. Credendo di essere al sicuro, si lascerà andare alla classica risata malvagia.

Eh no, hai fiatato. L’ambiente poi è umido…

Gli Spring Locks scattano.

Il Purple Guy viene distrutto dentro la tuta. Morirà là dissanguato.

Vi ricordate ora Phone Guy? Alla quarta notte di FNAF 1 morirà. Lo si sa perchè si sente chiaramente qualcuno bussare alla porta, e si sentirà la sua voce agitata. Si udirà chiaramente la canzone Toreador, che viene emessa da Freddy, e lo si sentirà urlare. Poco prima di morire, dice al giocatore che, quando ha tempo, potrebbe dare un’occhiata ad una delle tute nella stanza sul retro.

Anche se quindi è in contraddizione logica con quanto visto nel capitolo 3, possiamo dedurre che Phone Guy sia il Purple Guy.

La storia fino ad ora è quindi questa.

Un dipendente della pizzeria, Purple Guy, utilizza la tuta Spring Bonnie per attirare dei bambini nella stanza e ucciderli. La sua prima vittima diventerà la Marionetta. Qualcuno viene accusato al suo posto, e lui la fa franca. Continua quindi la sua serie di omicidi, e lascia cassette per i guardiani del turno notturno. Si rende conto che gli spiriti delle sue vittime si sono impossessate degli animatronic e che cercando di ucciderlo. Per questo si fa spostare dal turno notturno a quello diurno.

Continua la sua serie di omicidi indisturbato. Aumentano le vittime, aumentano gli animatronic. Ad un certo punto, stanco di essere perseguitato, decide di fare a pezzi i robot, ma così facendo libera le anime imprigioimnate che iniziano a dargli la caccia.

Per motivi molto arcani, decide di rifugiarsi dentro una delle tute, Springtrap, credendosi al sicuro. Ma i meccanismi partono e lui viene distrutto all’interno della tuta. Anni dopo sarà lui a dare la caccia al guardiano notturno. Cosa ne faccia delle sue vittime, non si sa.

Alla fine della sesta notte (ogni capitolo aveva una notte extra e la modalità Custom, la settima notte, eccetto il terzo, che possiede solo una sesta notte chiamata Nightmare) Freddy’s Fright prende fuoco e tutto viene distrutto.

Se non completate i minigiochi nascosti, mettendo pace all’anima delle vittime, apparirà una schermata con scritto bad Ending e le teste di 5 robot i cui occhi sono illuminati, come a segnalare che sono ancora vivi.

Col Good ending i loro occhi saranno spenti.

Tutto questo ambaradam per dire cosa?

Che quello che ha lanciato la serie al successo, nonostante il gameplay ripetitivo e noioso ad un certo punto, nonostante la grafica di certo non da gioco AAA (cosa voglia dire la tripla A non lo sanno manco le grandi aziende), è la storia di sottofondo, ben studiata e amministrata ad arte ad aver fatto la differenza.

Five Nights at freddy’s è l’esempio lampante che la gente che ha ancora la capacità di inventare una storia serve. In questo tristo mondo di lacrime, dove sembra che l’unico modo per vivere senza passare per il crimine sia di diventare medico o avvocato, le persone che sanno costruire trame ad arte servono ancora.

Anche se molti continuano a dirci il contrario, facendoci battute del tipo “Sì, ma un impianto idraulico lo sai aggiustare?” (risposta: non ne so un tubo), gli scrittori, i creativi, gli sceneggiatori saranno sempre al centro dell’attenzione nel mondo.

Perfino un gioco come Crash Bandicoot aveva una storia che, per il target che aveva, era intrigante.

Quindi questo è un invito a mandare a quel paese chi insiste a sfottere chi si dedica alla scrittura o alla creazione di storie. Senza di noi (anzi, voi, che non ho mica pubblicato nulla io ancora), il mondo sarebbe molto piatto.

L’articolo è finito. Andate in pace.

By |2018-02-15T16:59:58+00:00maggio 27th, 2015|Recensione|4 Comments

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Editore, "smanettone di internet" e consulente di marketing editoriale. Mi occupo di tutto quello che gira intorno ai libri digitali, le visual novel e gli altri ibridi tra letteratura e tecnologia.

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