“Codine” di Leventon: una collezione di divinità nonsense… Forse.

NDE Blog – Gli Ebook, l’Editoria e Tutto Quanto! Recensione “Codine” di Leventon: una collezione di divinità nonsense… Forse.

Sì, confesso che mi piace definire un libro “diverso dal solito” e forse a volte lo faccio a sproposito. Ma che “Codine” sia VERAMENTE diverso dal solito lo si capisce già dalla copertina, una piccola gemma di surreale, weird e cura minuziosa per i dettagli… e in questo senso, è un biglietto da visita perfetto per il gustoso esperimento di narrativa in pillole del ghostwriter Leventon, che mischia riferimenti e ispirazioni dalle fonti più disparate, ma evita il rischio di risultare un effimero esercizio di stile, per assumere invece un’identità tutta sua.

Bene, ma “dove sta la ciccia”? Di che si parla? Di divinità che l’autore definisce “onnimpotenti”, la cui vera natura non è definita, volutamente, da Leventon, che a partire dall’introduzione (o, meglio, “sigla”) preferisce dedicarsi da subito all’arte del cazzeggio, e a concedersi una serie di frecciatine al bizzarro microverso dell’editoria, invece di dare un benché minimo appiglio interpretativo al lettore.

Parliamo ora di queste “Codine”: di lunghezza variabile, dal parecchio breve all’estremamente breve, ci presentano questa lista in rigoroso ordine alfabetico di divinità tra le più improbabili: un pantheon postmoderno tra cui citerei, giusto per darvi un assaggio di quello che vi può aspettare: Argida, dea delle unità aristoteliche comprate in offerta ai mercatini; Craiggo, dio dei 9,99€ al mese; Gianluke, dio dei capolavori letterari sfortunati; Marisa, dea dellle stampanti all’in one e Ragadi, dio della volontà di potenza… insomma, avete capito che non stiamo parlando di Marte e Venere, ma nemmeno di Dioniso o Thor… che pure erano originali, ma non così tanto. Detto ciò, parlare di contenuti in senso convenzionale è di fatto inutile, dal momento che, come forse avrete intuito, quello che veramente conta qui sono i giochi di parole e l’umorismo, nel significato più puro del termine.

Uno spasso quindi? Benissimo, ma come si legge questo”Codine”? Ovviamente, come vi pare: può essere fruito in un binge-reading bulimico, o gustato “a pillole”, magari in ordine disordinato. Del resto, Leventon lascia al lettore anche l’intepretazione sul senso (se esiste) dietro a questi stravaganti dei: che sia una satira sotto mentite spoglie che sfrutta l’apparente assurdità di superficie per mascherare una denuncia corrosiva del malcostume dei nostri tempi? Che sia invece un “rizoma” in cui vizi e virtù della contemporaneità si intersecano tra loro in un solo apparentemente caotico melting pot multiculturale e polisemantico? Oppure, che sia in fondo una piccola grande burla verso chi cerca sempre di dare interpretazioni forzate e non richieste alla natura genuinamente anarchica della scrittura… come il sottoscritto? Un lettore incuriosito dalle spigolature arzigogolate e dai giochi di bravura stilistici troverà pane per i suoi denti, ma anche chi cerca qualche risata non troppo impegnata difficilmente risulterà scontento. In ogni caso, queste ipotesi sono solo quelle che ho trovato io, perché il nonsense delirante della flash fiction di Leventon si presta a molteplici chiavi di lettura… oppure, a nessuna. Decida il lettore, insomma!

In ogni caso, “Codine” è sufficientemente breve ed economico da meritare una chance da parte di tutti i lettori che ritengono di avere un senso dell’umorismo decente e sanno non prendersi troppo sul serio: lo trovate (solo in versione ebook) su Streetlib e Bookrepublic a 2.99€.

By |2018-12-11T18:25:19+00:00dicembre 11th, 2018|Recensione|0 Commenti

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Editore, "smanettone di internet" e consulente di marketing editoriale. Mi occupo di tutto quello che gira intorno ai libri digitali, le visual novel e gli altri ibridi tra letteratura e tecnologia.

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