L’ultima novità del passato decennio (e, di conseguenza, pure la prima di quello nuovo) per chi si interessa della promozione sul web di libri ed ebook è il lancio degli ads sul mercato italiano di Amazon KDP. In soldoni, stiamo parlando della sfilza di “prodotti sponsorizzati relativi a quest’articolo” che ora trovate in tutte le pagine di libri sul grande bazar virtuale di Jeff Bezos.

Certo, si tratta di un canale a pagamento; ma è sempre più evidente che se volete far conoscere il vostro libro sul web, aprire il portafoglio è quasi indispensabile, se non avete chi lo fa per voi o non avete davvero un sacco di tempo, e di bravura, per autopromuovervi con i canali gratuiti. Fino ad ora, per promuovere libri in Italia attraverso un sistema di inserzioni rivolte a un pubblico mirato, o sfruttavi Google Adsense (con costi spesso eccessivi per il mercato editoriale), o Facebook/Instagram (di cui ho avuto modo di parlare qui; uno strumento interessante, ma spesso difficile da sfruttare al meglio), e… basta.

In più, la pubblicità a pagamento su Amazon KDP ha tre vantaggi indiscutibili rispetto agli altri canali:

  1. le vostre inserzioni saranno lette da persone che, si presume, sono abituate a comprare libri online, e nel momento esatto in cui lo stanno facendo;
  2. Amazon vi può dire precisamente quante vendite hanno fruttato le vostre inserzioni, e quali  sono le chiavi di ricerca o le categorie che le hanno generate;
  3. pochi fronzoli; non dovete occuparvi di grafica, frasi di accompagnamento, test A/B o quant’altro, dato che l’inserzione non ha spazio di personalizzazione, sfruttando i metadata già presenti in Amazon sul vostro libro, cioè copertina, prezzo, voto medio e quant’altro.

Nel momento in cui scrivo, febbraio 2020, è inoltre da segnalare che i costi medi per click medi sono piuttosto contenuti, probabilmente perché si tratta di una novità e, soprattutto, perché i grossi editori ancora non mi sembra che ci stiano investendo granché, quindi la concorrenza nelle “aste” ancora non è spietata.

Quindi, sì, se avete qualche soldino da investire per far conoscere il vostro libro a un pubblico mirato, personalmente vi consiglio di fare una prova con gli ads di Amazon KDP, tenendo ovviamente conto che non ci sono garanzie di risultati (detto più bruscamente: se copertina e sinossi del vostro libro non “catturano” i potenziali lettori, potete investire tutto il budget che volete, ma saranno soldi buttati…) e che serve un po’ di attenzione in fase di impostazione e un po’ di cura periodicamente, diciamo almeno una volta a settimana, per fare in modo che il vostro argent de poche sia speso efficamente… ma, ehi, qui vi posso aiutare io!

Impostare la campagna

  • Vai sul sito di Amazon Kindle Book Publishing e, beh, accedi con i tuoi dati. Ti ricordi la password, vero?
  • Dovresti vedere una lista di schede come quella di cui sopra; bene, vai sul tasto coi tre puntini a destra di “azioni ebook kindle” (a proposito: è meglio promuovere il vostro ebook, invece del libro cartaceo, ora come ora, per il semplice fatto che il prezzo che appare sarà significativamente inferiore, anche se le inserzioni per prodotti digitali possono comunque portarti a vendere dei cartacei) e seleziona “Promuovi e pubblicizza”.
  • Scegli il mercato “amazon.it” e clicca su “Crea una campagna pubblicitaria”. Scegli poi l’unica opzione al momento presente per noi comuni mortali, cioè “sponsored products”.
  • Ecco, ora siamo arrivati alla parte da smanettoni. Ma non temere: è più intuitiva di come può sembrare. In soldoni, basta che selezioni “targeting manuale” (il targeting automatico è l’opzione più facile da gestire, ma francamente se spendo dei soldi vorrei anche capire come vengano di fatto spesi…) e poi scegliere quello che ti pare in “Strategia di offerta della campagna” (ma l’offerta dinamica in rialzo e ribasso potrebbe essere rischiosa se il vostro budget è limitato), dai un nome al gruppo di annunci e aggiungi eventuali altri tuoi libri alla campagna (ma, se vuoi fare le cose come si deve, secondo me è meglio che ogni libro venga gestito separatamente)

  • Ora arriva il bello! Nella sezione “Targeting”, puoi scegliere se basare il pubblico di riferimento che vedrà la tua inserzione su una lista di parole chiave, o su una o più categorie o prodotti di riferimento. Non è però banale capire quale delle due opzioni faccia al caso tuo… vediamole un po’ più nel dettaglio.
  • Targeting per parola chiave: se avete un po’ di esperienza con Google Adwords, questa parte dovrebbe risultarvi familiare, ma in ogni caso è relativamente intuitiva: inserisci le parole chiave che il tuo “lettore modello”, per citare il buon Umberto Eco, dovrebbe usare per cercare il tuo libro, in modo che l’inserzione sia visibile nei libri le cui parole chiave su Amazon corrispondono a quelle inserite da te. E quindi se il tuo è un libro di nicchia, ad esempio un fantasy gotico con vampiri pansessuali, beh, hai già quattro parole chiave di base, da cui partire per giocare con tutte le combinazioni che ti piacciono. Puoi ad esempio scrivere “romanzi fantasy con vampiri” e “ebook vampiri pansessuali”, tenendo comunque conto che, soprattutto per le keyword più lunghe e meno comuni, probabilmente ti conviene stare sul generico, dato che comunque non è necessario che ci sia una corrispondenza esatta. Ora ti chiederai: “Ok, ma quanto mi conviene pagare per click?”… Beh, a suggerirtelo è la stessa Amazon, indicandoti la fascia di prezzo media per ogni keyword; per partire puoi benissimo seguire queste indicazioni, magari leggermente al ribasso…

  • Targeting per prodotto: a primo impatto sembra più lineare e semplice, dato che Amazon ti suggerisce le categorie di prodotti simili al tuo, oppure puoi aggiungere quelle che ti pare: se alcune categorie ti sembrano troppo ampie, puoi scegliere la corrispondente voce “affina” e giochicchiare con prezzo, valutazioni e altri parametri.

 

Interessante è anche l’opzione dei prodotti singoli: pensi che il tuo libro possa piacere particolarmente a chi legge le barzellette su Totti (raccolte da lui)? Beh, fa’ un offerta congrua (anche qui, sarà lo stesso Amazon a guidarti) e… taaac, l’inserzione apparirà sulla pagina desiderata, almeno finché continui a sganciare il cash!

Cosa dovresti chiedermi a questo punto? Ah, sì: “Meglio il targeting per parola chiave o per prodotto?”… Me la caverò con un telefonatissimo “Dipende”; se credi che per trovare persone interessate all’acquisto del tuo libro sia opportuno fare leva su una o più tematiche specifiche, sulla carta sono più efficaci le parole chiave; se invece a definire il vostro testo è un genere (o più d’uno) o alcuni libri di successo, allora puoi iniziare provando i prodotti. Nulla ti vieta comunque di creare due campagne separate, valutare i risultati e poi scegliere quella da mantenere attiva, o su cui investire più soldi. E a proposito di valutazione dei risultati…

Gestione della campagna

Eccoci, è qui che casca l’asino… beh, speriamo solo figurativamente; in ogni campagna di inserzioni online, a meno che non sia “flash” (ma difficilmente sarà questo il caso di un libro), l’analisi dei dati e i conseguenti aggiustamenti sul targeting e sui dettagli delle inserzione è spesso più importante delle impostazioni iniziali, soprattutto se vuoi investire pochi euro al giorno (un euro è il minimo) ma per un lasso di tempo un po’ lungo.

Anche in questo caso, rispetto ad altri canali per le inserzioni come Facebook Ads, Amazon tende alla semplificazione; in particolare, più che al costo per click, viene data importanza alla vendite generate. Vediamo un esempio.

Questi sono i dati di una campagna che ho lanciato da poco; non ti cito le keyword perché, beh, non posso mica svelarti tutto, ma puoi immaginare che ad ognuna corrisponda una riga: il dato ACOS sulla carta è in più interessante, perché più è basso (se maggiore di 0…) e più vuol dire che il budget speso per associare la vostra inserzione a quella parola chiave è stato ben speso. Questi dati cosa ci dicono? Innanzitutto che le vendite sembrano maggiori della spesa, evvai! Ma piano con l’entusiasmo: la vendita da 9,69€ si riferisce non a un ebook ma a un cartaceo, per il quale il margine è inferiore; e ricordati comunque che i numeri sono lordi, non netti, e devi quindi togliere la fetta che si piglia Amazon, di almeno il 30%. In soldoni: questi dati non vanno presi come oro colato, soprattutto quando il budget investito è ridotto e quindi i risultati possono essere influenzati da variabili casuali, ma sono comunque utili per adattare, al rialzo o al ribasso, l’offerta di costo per click per ogni parola chiave, categoria o prodotto, per dare più visibilità a quelle che stanno rendendo meglio, e meno a quelle che non sembrano portare a risultati. Ovviamente, il lavoro di gestione ha senso se fatto con una certa periodicità, direi almeno settimanale.

Bene, eccoci alla fine di questa pseudo-guida, che spero ti abbia chiarito le idee più di quanto te le abbia incasinate a proposito delle inserzioni su Amazon KDP. In generale, i suggerimenti che posso dare sono:

  • Stare cauto e non investire più di quello che sei disposto a perdere. Le inserzioni devono rappresentare un investimento studiato, non un giro di lotteria.
  • Detto questo… non stare TROPPO cauto. Sperimenta, prova varie opzioni, non farti scoraggiare se 5€ di spesa non vi hanno portato nessuna vendita.
  • Ricordati di portare sempre con te un asciugamano.

Detto questo, a questo punto dell’articolo mi tocca ricordarti che, se vuoi provare una campagna di inserzioni per il tuo libro ma tutti questi parametri e opzioni ti fanno solo venire il mal di testa, oppure non hai tempo per configurare e gestire il tutto come si deve… beh, io mi occupo professionalmente di promuovere sul web i libri di autori indipendenti, e ovviamente gestisco anche le inserzioni. Se vuoi saperne di più, da’ pure un’occhiata ai nostri servizi editoriali, e se vuoi qualche informazione di più, contattaci pure tramite il form su quella pagina.