Come scegliere il nome ideale per un sito o blog

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Articolo a cura di Lorenzo Cappelli, autore del blog “Cartanera”

Ebbene sì: dopo lacrime, sudore e una buona dose di esaurimenti nervosi, hai finalmente deciso di aprire il tuo spazio online (sia esso un sito o un blog). È stato faticoso, certo, ma ne è valsa la pena, perché ora potrai divertirti, farti conoscere nel mondo del Web e diventare famoso in men che non si dica. Già ti immagini mentre ne parli in un’intervista, descrivendo ogni supplizio.
Pensavi che il peggio fosse passato, eh? E invece no! Prima ancora di iniziare a scrivere contenuti, a pubblicarli e ad allacciare rapporti con gli utenti, c’è un ultimo, grande ostacolo da superare: la scelta del nome.
Scegliere il nome ideale per il tuo sito web o blog online, infatti, è più importante di quanto non si pensi. Rappresenta un vero e proprio biglietto da visita, che consente agli utenti di scoprire qualcosa su di te, sui tuoi obiettivi e sulla tematica principale. Se consideriamo che il titolo è il primo elemento ad apparire sui motori di ricerca, poi, ne comprendiamo ancora di più la rilevanza. “Dimmi il titolo del tuo sito, e ti dirò chi sei” direbbe Brillant-Savarin ai giorni nostri.

O, come direbbe Walter “Heisenberg” White: “Say my name…”

Le tecniche per sceglierlo sono molteplici. In linea di massima, deve essere leggibile e memorizzabile; inoltre, vige la legge del primo impatto. Prova a pronunciarlo ad alta voce davanti a un amico: se lui ti guarda con espressione interrogativa, dopodiché ti scoppia a ridere in faccia, è chiaro che qualcosa non va; al contrario, se assume un’espressione estasiata, ti abbraccia e dice di trovarlo geniale, significa che il lavoro preliminare è stato ben svolto (poi, visto che ci sei, puoi rendere admin il vostro amico, così da ricambiare il favore).
Iniziamo. Le alternative da analizzare sono tre: nome di fantasia, nome proprio e pseudonimo. La scelta del nome ideale per un sito o blog dev’essere presa considerando non soltanto le preferenze personali, ma anche gli obiettivi di fondo, che a loro volta attirano un particolare tipo di pubblico.

1 – Nome di fantasia

Per “nome di fantasia” si intende un nome che, appunto… è di fantasia, perciò può essere tutto quello che vuoi. Per crearlo, esistono diversi stratagemmi: modificare una parola, unirne due, associare un colore ad un’immagine e molto altro. Puoi sbizzarrirti, e tanto più sarai originale, tanto più riscuoterai successo.
Ma ci sono dei limiti. In particolare, è bene tenere a mente un punto fermo: il nome che andrai a scegliere dev’essere esprimere la vera essenza del tuo sito o del tuo blog, di modo che chiunque, leggendolo, sappia già quali argomenti tratterai (e anche come lo farai: “Letteratura greca in rete”, ad esempio, appare ben più serioso di “Alfalibri”). Per riassumere, la fantasia non deve essere lasciata a piede libero, ma, al contrario, indirizzata verso gli obiettivi di fondo.
Immaginazione a parte, molti ritengono che nel titolo vadano inserite le keyword, così da migliorare l’indicizzazione su Google. Beh, non è del tutto vero: l’ottimizzazione SEO (search engine optimization; se non sai che roba sia, puoi dare un’occhiata a questo nostro articolo) è importante, oltre che per i titoli degli articoli, delle immagini e dei video, anche per il nome dello spazio online, ma non è l’unico criterio su cui basarsi; altrimenti diventerebbe piatto, banale ed uguale a quello di centinaia di altri. Visiteresti mai un blog che si chiama “blog di letteratura romantica”? Figuriamoci, non lo farebbero nemmeno Romeo e Giulietta!
Infine, i nomi di fantasia sono perfetti per i siti e i blog collaborativi. Se avrai intenzione di aggiungere altri amministratori, però, occorre saperlo con largo anticipo, in modo da scegliere il più adatto (cambiarlo in seguito, per quanto possibile, risulta sempre piuttosto ostico; soprattutto se abbiamo già raggiunto, magari con grossa fatica, una certa notorietà col vecchio brand, il rischio è quello di dover ripartire da zero).

2 – Nome proprio

Se proprio non hai idee, e pensi che il tuo spazio online, in un certo senso, si concentri prevalentemente su di te, utilizzare il tuo nome e cognome come titolo può risultare efficace. Oltre a trasmettere un senso di fiducia e professionalità, ti permette di essere identificato dal grande pubblico e, nel migliore dei casi, acquisire quella reputazione che sarà perfetta per eventuali pubblicazioni su carta o in digitale.
Questo permette anche di trattare tematiche diverse. Se prima sei appassionati di letteratura horror, e poi, stanco di tutta quell’ansia e quella paura, hai ripiegato sul science-fiction, puoi tranquillamente cambiare i contenuti; con un nome di fantasia, al contrario, risulta ben più difficile: nel titolo “Coltello insanguinato” c’è ben poco di fantascientifico, non trovi?
Nome e cognome è consigliato per i siti e i blog in cui si è l’unico amministratore. È sconsigliato, invece, se hai intenzione di aggiungerne degli altri (con un titolo del genere, vi abbandoneranno dopo pochissimo tempo, additandovi come egocentrici). Infine, è sconsigliato nei casi di omonimia estrema (ad esempio, se vi chiamate Mario Rossi, o, ancora peggio, vi chiamate Andrea Camilleri e scrivete romanzi gialli).

Ecco invece come sarebbe meglio evitare di scegliere il nome…

3 – Pseudonimo

Molti autori scelgono di creare un sito o un blog per farsi conoscere, ma, nello stesso tempo, desiderano proteggere la propria privacy. Se sei uno di loro, lo pseudonimo fa al caso tuo: si tratta di un nome di fantasia, un “falso” nome, che cela quello reale. Al contrario di quanto abbiamo visto nel primo punto, riguarda la singola persona, e non il relativo spazio online.
Oltre a salvaguardare la propria privacy, ha altri due vantaggi principali: esprimere la tematica di cui si tratta, suggerire qualcosa su di te e sulla tua personalità. Puoi scegliere il nome che vuoi; anche qui, però, è importante la credibilità di fondo. Prova a pronunciarlo nuovamente davanti ai tuoi amici, e vedi come reagiscono: tanto più rimangono colpiti positivamente, tanto più il lavoro è stato ben fatto (insomma: meglio non riesumare Birikkina87 e LatinLoverForever delle scuole superiori).
Infine, lo pseudonimo ha una particolare carica attrattiva: riesce a caratterizzare all’istante un personaggio (tu, in questo caso) e non è raro che, dopo essersi infiltrato tra gli utenti, susciti la curiosità di conoscere le sue origini. In quel caso, una sintetica spiegazione (nella pagina “About”, o in qualsiasi altra sezione che ritieni idonea) può risultare efficace.

Abbiamo quindi visto le tre tipologie principali di nomi, e i vantaggi e gli svantaggi di ciascuno di essi. Nella nostra analisi, però, ci siamo concentrati sui nomi, cioé il titolo del sito o del blog in sé per sé; non va confuso con l’url, l’insieme di caratteri che identifica una risorsa di Internet, oppure, in termini più banali, l’indirizzo che inizia con “www”. Il più delle volte, l’url coincide con il nome stesso (ed è un’ottima strategia) ma a volte non è così: potrebbe essere già stato occupato, ad esempio. In questo caso, le soluzioni principali sono due: modificarlo leggermente, o sostituirlo con il vostro nome e cognome (anche se non coincide con il nome scelto). Altrimenti, si può optare per una diversa estensione di dominio (.it e .com, per intenderci).
Bene… Ora sei pronto per scegliere il nome! Il tuo sito o blog aspetta soltanto il verdetto. Un ultimo sforzo per arrivare in cima, e poi è tutto in discesa, con pubblicazioni, utenti, commenti, apprezzamenti e più se ne ha più se ne metta. Grazie ad un’accurata strategia preliminare (e, inutile nasconderlo, un po’ di fortuna) il tuo spazio Web è pronto per regalarti soddisfazioni e successo! 😉 Se poi ti può risultare utile qualche altro consiglio su come lanciare al meglio il tuo blog (letterario, ma non solo), c’è un altro articolo apposta per te!

By |2019-03-02T13:52:37+00:00marzo 1st, 2019|consigli, Promozione|0 Commenti

About the Author:

Editore, "smanettone di internet" e consulente di marketing editoriale. Mi occupo di tutto quello che gira intorno ai libri digitali, le visual novel e gli altri ibridi tra letteratura e tecnologia.

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