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“Una Vita a Colori” – Mara Boselli

Prodotti “Una Vita a Colori” – Mara Boselli
  • una vita a colori

“Una Vita a Colori” – Mara Boselli

€2.87

Mi sento una scolaretta alla prima cotta, ho una stranissima sensazione allo stomaco, non vedo l’ora di parlargli di nuovo. Santo cielo, Alice, sei una donna adulta, andiamo, l’infatuazione da chat no…
Genere: Romance, Contemporaneo
Pagine: 200
Copertina a cura di Ilaria Puggioni

Sinossi del libro

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Alice, insegnante di greco e mamma single, conduce un’esistenza frenetica e incolore come tanti altri a Milano. Presa dalla noia, o forse dalla speranza inconscia di poter cambiare di colpo la propria vita, una sera accede per la prima volta ad una chat. Ed è in questo spazio virtuale che si incontrano per la prima volta Alicetta32 e Color_Painted, il nickname di Fabio, misterioso e garbato giornalista con il quale Alice intraprende quella che in pochi giorni diventa una “relazione virtuale”.
“Una Vita a Colori” ci descrive le indaffarate giornate di Alice, tra la scuola, la figlia Chiara e la famiglia, e soprattutto le sue nottate davanti a un monitor a chattare con Fabio. Finché qualcosa non sconvolgerà la routine quotidiana…
Di libri sugli incontri in chat ne sono stati scritti tanti, soprattutto di gusto morboso o che nascondono una demonizzazione della tecnologia. In “Una Vita a Colori” la chat è un non-luogo, un ambiente neutro dove due persone che vivono una vita piatta, dai toni sbiaditi, possono confrontarsi per scoprire che i colori alla vita non li possiamo mettere da soli, serve la persona adatta per cogliere le giuste sfumature, insieme. Sarà Fabio, il misterioso individuo dietro a “Color_Painted”, la persona adatta per Alice?

Estratto Gratuito

Anteprima

-1-

Ho messo a nanna Chiara, ho riordinato la cucina, ho spento la lavatrice e steso il bucato. Le versioni per domani sono in borsa, revisionate e corrette, Gigia dorme appallottolata qui affianco a me, sul davanzale della finestra aperta.
Questa è una bella notte di maggio. Milano a volte è generosa, capita che ce ne regali di notti così ogni tanto: il cielo è sereno, la luna è lassù luminosa e i rumori della città sembrano essersi messi d’accordo per un concerto improvvisato.
Le 00.19, sotto casa passa l’ultimo tram. Dovrei andare a letto, altrimenti la sveglia di domani sarà insopportabile. Non ho per niente sonno; sono stanca e mi bruciano gli occhi, ma prendo la scusa di controllare la mail per accendere il PC e stare alzata altri dieci minuti. Mio fratello mi invia una foto di una scimmia che fuma un sigaro e sotto la scritta “My Boss”; gli rispondo che il rispetto per i propri superiori è tutto, soprattutto nell’esercito. Sorrido. Ci riesce sempre a farmi sorridere. Gli scrivo che mi manca, di stare attento e di “non fare niente di stupido tipo farsi ammazzare”. So che mi risponderà a tono.
Poi c’è Luisella che mi chiede della cena di venerdì. Ma è questo venerdì?! Ok, vada per le 20.00 a casa di papà e ok, io mi occuperò del dolce. Tiramisù?
Cancello un po’ di schifezze dalla casella, ma l’occhio mi cade sul link di una chat. L’una meno qualche minuto, dovrei essere a letto. Non sono mai entrata in una chat. Sarà davvero piena di allupati, ninfomani e pervertiti vari, oppure potrebbe capitarmi di incontrare qualche anima in pena, semplicemente insonne, proprio come me? Io quasi, quasi stavolta entro, tanto chi dorme stanotte?
Devo scegliere un nick, un soprannome: Alicetta32, ebbene sì: non ho mai brillato in creatività, nome e anni, tanto per non farsi beccare. Il computer mi chiede di cliccare su “Accedi” e io accedo. Pochi secondi e ci sono; basta un attimo che mi si aprono un paio difinestre. Un certo PinoPipino mi chiede se mi può disturbare in privato, ma senza darmi il tempo di rispondergli, mi domanda se indosso gli slip. Contemporaneamente Vogliosolote s’informa se sono disposta a fare sesso telefonico e Carbonaro23cm, dopo avermi educatamente salutato, mi rende edotta che quella è la lunghezza del suo pene.
Troppe informazioni e tutte insieme e, per di più, nulla che avrei mai sognato di chiedere. Sto per chiudere tutto e buttarmi sul letto, nel tentativo di trovare un po’ di quiete fra le lenzuola fresche; dovrei proprio farlo, è quasi l’una e mezza e domattina mi addormenterò sul passo dell’Antigone che devo spiegare in III. Lo so che succederà. E a me Antigone piace un sacco!
“O mia compagna, o mia sorella, Ismene, / sai tu quale dei mali che…” tale COLOR_PAINTED mi strappa dalla recita silenziosa della tragedia.
Color_Painted: ciao
Alicetta32: ciao
Color_Painted: come mai sveglia a quest’ora?
Alicetta32: un po’ d’insonnia…
Alicetta32: tu?
Color_Painted: se vado a letto presto, non dormo

Sorvolo sul fatto che l’una e trenta non è presto. Però! Un minuto di conversazione e ancora non mi ha chiesto la taglia del reggiseno. Dovrebbe essere un buon segno.

Alicetta32: come mai quel nick?
Color_Painted: l’ha scelto il computer, declino ogni responsabilità
Alicetta32: ah, capito!
Alicetta32: io sono Alice

Non sono tipo da credere a certe stronzate, ma questo tizio mi trasmette una inconsueta sensazione di tranquillità: gli ho anche detto come mi chiamo, sarà troppo presto?
Chiara mi chiama dalla cameretta, mi alzo e vado a dare un’occhiata; le porgo il bicchiere dell’acqua e la tranquillizzo, finché poco dopo si riaddormenta. Gigia si sveglia, drizza le orecchie e allunga il collo per controllare la situazione, ma quando mi vede tornare alla scrivania, si rimette comoda e riprende a sonnecchiare. Lui, nel frattempo, ha risposto.

Color_Painted: immaginavo!
Color_Painted: e sei del ‘32?
Color_Painted: io sono Fabio…

Mi scappa un sorriso e anche questa credo sia una cosa buona.

Alicetta32: eheheheh… no, ho 32 anni…
Color_Painted: sì, immaginavo anche questo, era una battuta
Color_Painted: spero non ti sia offesa
Alicetta32: No, figurati, mi sono alzata un attimo, perché la mia bimba mi chiamava.

Stai attenta, Alice, troppi particolari, troppo intimi, troppo presto…

Color_Painted: comunque, io ho 36 anni
Color_Painted: da dove scrivi?
Color_Painted: hai una bimba? Forte!
Alicetta32: da Milano, tu?
Color_Painted: anch’io
Alicetta32: sì, una bimba di 3 anni
Alicetta32: tu hai figli?
Color_Painted: aspetta, siamo fuori sinc!
Color_Painted: bimba: 3 anni, giusto? Deve essere una meraviglia
Color_Painted: no, io niente figli
Color_Painted: ok… ora tocca a te!

Le parole scivolano fra noi con una naturalezza inaspettata, devo ammetterlo: sono sorpresa. Quest’uomo mi risulta simpatico, eppure non lo conosco affatto.

Alicetta32: sì, è fantastica, si chiama Chiara
Color_Painted: bello
Alicetta32: Chiara Ann, il suo papà è americano
Color_Painted: bello anche Chiara Ann
Color_Painted: sei sposata?
Alicetta32: no, tu?
Color_Painted: no, nemmeno io
Color_Painted: e il papà di Chiara, se posso?

Bella domanda, amico mio. Che faccio, gli racconto subito la storia della mia vita, oppure glisso molto elegantemente, sperando che lui se ne disinteressi? Si vede che ci ho pensato un po’ troppo, lui se ne accorge e riprende a scrivere.

Color_Painted: non volevo imbarazzarti, se non vuoi parlarne non c’è problema
Color_Painted: che fai di bello nella vita?

Prendo coraggio, in fondo, qualora ce ne fosse bisogno, potrei sempre chiudere la chat e dimenticarmi di lui; non corro ancora nessun pericolo e allora cogliamo questa opportunità per far cadere la maschera e raccontare ad un perfetto sconosciuto un po’ della mia vita, un po’ del mio malessere.
Brava Alice, sfogati un po’, piangiti un po’ addosso e domani ricomincia da capo come se nulla fosse. Quantomeno, tutto questo è più dietetico di un chilo di gelato al cioccolato.

Alicetta32: no, figurati, nessun imbarazzo
Alicetta32: lui… lui ha capito di non voler fare il padre, ma l’ha capito un po’ troppo tardi e ci ha lasciate sole. È una brava persona, ma forse aveva ragione, non era quello il suo ruolo…
Color_Painted: capisco
Color_Painted: scusa, non volevo toccare punti dolenti
Alicetta32: e così…

Avrei voluto aggiungere qualcosa, forse, magari di spiritoso, che abbassasse la tensione, ma non sono stata abbastanza rapida, così colgo la palla al balzo e cambio argomento

Alicetta32: ehehehehe… è così evidente?
Sospiro. Fa ancora così male da volerlo nascondere e non riuscirci? O questo Fabio è particolarmente sveglio?

Color_Painted: no, è che io sono un ragazzo piuttosto sveglio, sai?
Alicetta32: dici?
Color_Painted: certo! Sono quasi le due e non ho nemmeno un po’ di sonno

Sorrido al monitor e mi sento anche un po’ stupida a farlo.

Alicetta32: pensavo fosse la mia brillante conversazione a tenerti sveglio
Color_Painted: anche quella
Alicetta32: ah, be’, grazie… ma domattina come faremo al lavoro?
Color_Painted: questa è una buona domanda, ma per me domani si lavora di pomeriggio
Alicetta32: ah, ma che fortunello! Fai i turni?
Color_Painted: no, sono giornalista
Color_Painted: al momento scrivo per un mensile…
Alicetta32: bello! Quale?
Color_Painted: e tu?
Alicetta32: io sono insegnante
Color_Painted: no, no, troppo squallido, per ora nessuna informazione aggiuntiva… ma almeno scrivo di ciò che mi piace: musica…
Alicetta32: fai il misterioso ora?
Color_Painted: cosa insegni?
Alicetta32: lettere, al liceo classico
Color_Painted: sicuro che faccio il misterioso, mi hanno detto che alle donne piace da matti
Alicetta32: ah, ti hanno detto così?
Color_Painted: già, ma avverto una punta di ironia nella tua domanda…
Alicetta32: chi io? No!
Color_Painted: mmm…

Lo scambio di battute è serrato. Mi sento allo stesso tempo rilassata, al sicuro ed elettrizzata da questa nuova conoscenza. Mi piace il mio interlocutore: è pungente quanto basta da tenermi testa. L’orologio segna le 02.23, è davvero tardi, ma non voglio smettere.

Alicetta32: eheheh… sarai mica permaloso, eh?
Color_Painted: mavalà! Tutto attaccato, che mi piace più
Alicetta32: quindi, musica?
Alicetta32: in particolare, di cosa?
Color_Painted: ho una rubrica in cui curo una sorta di classifica dei più venduti e ogni tanto mi concedono il lusso di parlare di qualche buon vecchio classico
Alicetta32: interessante
Alicetta32: e quali sono i buoni vecchi classici?

Vuoi vedere che abbiamo anche gli stessi gusti musicali?

Color_Painted: in questo momento sto ascoltando My Favorite Things, conosci?
Alicetta32: e me lo chiedi?
Alicetta32: con chi credi di parlare?!
Alicetta32: certo che conosco Coltrane!
Color_Painted: mi scusi prof, non sia così piccata!
Alicetta32: eheheheh… vabbe’, per stavolta
Alicetta32: no, è che io sono cresciuta a pane e buona (?) musica, tutti in famiglia suoniamo qualcosa e mio padre è un estimatore del jazz

Alzo la testa e sulla mensola, sopra lo schermo, incrocio lo sguardo di volti familiari, attraverso il vetro di tante cornici. Mia madre al piano mentre insegna a Elena a suonare; io e mio padre, in divisa della banda col maestro al centro; Alberto in divisa, con la tromba e poi io col pancione, Gil, Sam e una chitarra.

Color_Painted: se conosci Coltrane, di certo è buona musica
Color_Painted: quindi non ti devo insegnare nulla?
Alicetta32: be’, non si finisce mai di imparare, no?
Color_Painted: so di non sapere, m’insegni
Alicetta32: eheheheh… già

Sono distratta dai ricordi che le foto fanno tornare a galla e rispondo un po’ più lentamente a Fabio.

Color_Painted: sono quasi le tre, sei stanca?
Alicetta32: scusa! Stavo guardando delle foto… ero un po’ persa nei miei pensieri…
Alicetta32: ma, in effetti è anche tardissimo
Color_Painted: capisco…
Alicetta32: domani non mi reggerò in piedi
Color_Painted: è proprio tardi
Color_Painted: a che ora inizi?
Alicetta32: prima ora, 08.05
Color_Painted: urca!
Alicetta32: e, ovviamente devo essere a scuola un po’ prima, per riordinare le idee
Color_Painted: certo
Color_Painted: mi sa che è meglio se vai a nanna
Alicetta32: mi sa di sì…
Color_Painted: dobbiamo salutarci, allora?

E in questo momento mi rendo conto che è proprio un peccato dirsi addio, ma come fare per restare in contatto? Potrei chiedergli il numero di telefono, o scrivergli il mio, ma mi sembra un po’ troppo audace dopo solo un paio d’ore di chiacchiere. È lui a togliermi dagli impicci.

Color_Painted: posso chiederti una cosa?
Alicetta32: certo, dimmi
Color_Painted: possiamo risentirci?
Color_Painted: insomma, un’insegnante di greco che conosce Coltrane, non posso mica lasciarmela scappare così
Alicetta32: molto volentieri
Alicetta32: ehehehe…
Color_Painted: vale la pena approfondire la conoscenza
Alicetta32: dici?
Color_Painted: dico di sì
Alicetta32: spero di non deluderti

Ma si può essere lusingata da uno che incontri in chat? Alice mia, questa è astinenza, lasciatelo dire!

Color_Painted: correrò il rischio!
Color_Painted: facciamo domani, stesso posto stessa ora, stessi nomi?
Alicetta32: stesso posto, stessi nomi, ma possiamo fare un po’ prima?
Color_Painted: certo! Ti va bene verso le undici?
Alicetta32: perfetto!
Color_Painted: allora, buonanotte e a domani
Alicetta32: buonanotte e a domani

Resto a fissare la schermata ancora un paio di secondi, lui si è sconnesso prima di me. Sorrido mentre clicco sulla x rossa per chiudere la finestra; poi “Start” e “Arresta il sistema”. Il monitor si oscura e il ronzio si placa. Spengo la luce alla scrivania e mi dirigo al lettino di Chiara per l’ultimo bacio prima di andare a dormire.
La guardo mentre riposa: il piccolo petto si abbassa e si alza lento e regolare, la boccuccia appena dischiusa in un’espressione di completa pace. Vorrei stringerla forte e coccolarla, ma non la sfioro neppure con una carezza, per non svegliarla. Esco, sempre facendo attenzione a non fare rumore, socchiudendo la porta della cameretta.
Buonanotte, anima mia.
L’ultima pipì della giornata (o la prima, visto e considerato che sono quasi le quattro) e poi a letto. Gigia è già in postazione: acciambellata sul cuscino di sinistra, la parte dove non dormo io; anche a lei do l’ultimo grattino, poi spengo la luce e cerco di addormentarmi. Fra due ore suona la sveglia.
Già, ma chi riesce a dormire?
Chi se l’aspettava una cosa così? Non ho smesso nemmeno per un istante di pensare a lui. Mi sento una scolaretta alla prima cotta, ho una stranissima sensazione allo stomaco, non vedo l’ora di parlargli di nuovo. Santo cielo, Alice, sei una donna adulta, andiamo, l’infatuazione da chat no… Soffoco una risata ed è l’ultima cosa che faccio prima di addormentarmi.

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