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“I Tipi Umani” – Oltreuomo (Andrea Passador e Francesco Boz)

Prodotti “I Tipi Umani” – Oltreuomo (Andrea Passador e Francesco Boz)
  • i tipi umani

“I Tipi Umani” – Oltreuomo (Andrea Passador e Francesco Boz)

€0.99

Da Andrea Passador e Francesco Boz, le menti dietro il blog Oltreuomo, una raccolta delle gioie e miserie dell’umanità intera, cristallizzate in 20 tragicomiche liste: I Tipi Umani.

Pagine: 84

Genere: Umoristico, demenziale, raccolta di articoli

Estratto gratuito (Introduzione)

Profilo degli Autori

Oltreuomo Blog

Categoria: Tag: , ,

Sinossi del libro

Scopri l’ebook “I Tipi Umani” anche su:

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Li avete conosciuti su Facebook, condivisi da vostro cugino Geremia.
Avete imparato ad amarli (o odiarli) sul blog oltreuomo.com.
Ora li trovate selezionati, revisionati e messi a lucido in questo ebook.
Stiamo ovviamente parlando dei mitici Tipi Umani! No, non si tratta di una nuova merendina del Mulino Bianco, ma degli articoli dove Andrea Passador e Francesco Boz, i mastermind dell’Oltreuomo, non si fanno problemi a sbeffeggiare tutte le categorie umane e a giocare su stereotipi e luoghi comuni.
Venti le circostanze di vita quotidiana di cui si analizzano i Tipi Umani, dalla vita professionale al tempo libero, passando per la vita sociale, con un’introduzione superflua e indesiderata di Marco “Frullo” Frullanti.
Se questa fosse una pubblicazione seria, scriveremmo che I Tipi Umani, dietro le guasconate, ci consegnano un ritratto colorito ma lucido di un Italia controversa e ridanciana.
Dal momento che non lo è, vi diciamo solo di comprare I Tipi Umani perché fanno ridere. Questo ve lo possiamo assicurare.

Estratto Gratuito

Anteprima

I Tipi Umani, ovvero l’arte dello sbertucciamento – introduzione di Marco “Frullo” Frullanti

Ciao, sono Frullo, forse avete sentito parlare di me per ebook come Anni ’90 – Dagli 883 a Carmageddon o Un Gaijin in Giappone. Ma non sto scrivendo questa introduzione solo per far marchette o per potermi vantare al bar il venerdì sera di essere il nuovo Ammaniti.
Conobbi Francesco Boz e in seguito Andrea Passador quando, non mi ricordo per quale circostanza particolare, iniziammo a collaborare condividendo i link dei nostri siti (l’algoritmo di Google ci costringe a queste becere pratiche di socializzazione forzata), L’Oltreuomo, appunto, e Il Meglio di Internet. Da lì nacque non solo una complicità tra spammer, ritengo, ma pure una sorta di affinità intellettuale tra “gente di internet” che non ama prendersi troppo sul serio ma ci tiene comunque a far le cose per bene. Quando, nelle vesti di editore digitale (suona brutto descriversi come “editore digitale”, ma che palle), mi è venuta in testa la malsana idea di lanciare la collana For The Lulz, una proposta editoriale (qualunque cosa voglia dire, ma in questo caso suona bene) dichiaratamente connessa con il bislacco e multiforme mondo del web, i fini umoristi dell’Oltreuomo sono stati tra i primi che mi son venuti in mente. E la pubblicazione dei “Tipi Umani” (l’origine sta in una serie di articoli che impazzano su Google e vengono condivisi ripetutamente da Facebook da adolescenti abbastanza spavaldi da non temere l’inevitabile giudizio negativo da parte di mamme e zie) conferma che, forse, l’idea non ha fatto neanche troppo schifo a loro. Oppure volevano solo pubblicare un ebook per vantarsi al bar il venerdì sera, non lo so, questo sta a voi deciderlo a fine lettura.

Che cosa sono, quindi, “I Tipi Umani”? Una lista di stereotipi, per buttarla giù banale, sulla fauna umana che ci circonda e rallegra le nostre altrimenti tristi esistenze o, più spesso, rattrista le nostre altrimenti allegre esistenze. Quando si parla di stereotipi, nella cultura popolare contemporanea, di solito lo si fa con un’accezione negativa, all’interno di proclami spesso radical-chic o finto perbenisti come “gli stereotipi sugli immigrati ostacolano l’integrazione!”, proferiti da individui che poi cambiano marciapiede quando incontrano gruppi di diversamente bianchi. Oppure nei comunicati stampa dei Circoli Arci. Oppure su repubblica.it. Insomma, pare che sti cazzo di luoghi comuni siano così XX secolo, inopportuni per il brillante giovane o non-più-così-giovane metropolitano. Ma se fosse davvero così, allora come mai gli stereotipi ci fanno ridere così tanto, e perché sentiamo un così forte bisogno di aggrapparci a loro?
Beh, Lotman, o un altro semiologo misconosciuto ai più che ora confondo con Lotman, riconosceva ai luoghi comuni la funzione di decodificare la complessità del reale in riferimenti comprensibili e comuni a una cultura. È poi altresì vero che gli stereotipi si basano quasi ineluttabilmente su fondamenti di verità. Le aspettative che la gente ha verso di noi per via della nostra estrazione sociale, del nostro lavoro, del colore della nostra pelle e quant’altro magari ci potranno sembrare inique e discriminatorie, ma chi è che può dire di non fare lo stesso con gli altri?

“I Tipi Umani” giocano su un altro elemento interessante, cioè quello delle liste, o elenchi. Anche in questo caso non si tratta di altro che di categorizzazione del reale: scomporre una moltitudine confusionaria in una serie di unità definite, più facilmente comprensibili. O qualcosa del genere, insomma. Umberto Eco, un altro semiologo, aveva scritto un tomo devastante, “La Vertigine della Lista”, proprio sul tema. Persino La Divina Commedia, se vogliamo, definisce i Tipi Umani della Firenze del primo ‘300, attraverso esempi noti ai più.
Ecco, i sagaci guasconi dell’Oltreuomo non avranno magari l’onniscienza di Eco o le agenzie di PR di Dante, però hanno un bel vantaggio: sono uomini del nostro tempo. E quindi, dai “Tipi Umani” potrete trovare un estratto delle contraddizioni e degli psicodrammi della nostra epoca. Magari non vincerà il Pulitzer, ma difficilmente vi risparmierà una ghignata. A meno che non siate l’incarnazione vivente di tutti i Tipi Umani descritti con più ferocia. In quel caso, beh, vi anticipiamo che abbiamo ottimi avvocati.
I Tipi Umani qui umilmente presentati sono divisi in 20 liste, a loro volta mirabilmente indicizzate per appartenenza alle macro-aree dell’esistenza umana: studio/lavoro, tempo libero e amore/vita sociale. Ripeto, sta a voi la decisione di prendere questi brevi ma puntuali elenchi sghignazzando e inghiottendo popcorn, analizzandoli come una lucida trasposizione della realtà o incazzandovi e prendendola sul personale. Ecco, forse, se manca qualcosa è proprio un “Tipi Umani dei lettori dei Tipi Umani”.

I Tipi Umani dei Compagni di Classe
Ah l’adolescenza, questa meravigliosa fase della vita piena di sogni, speranze, incertezze, brufoli. L’Oltreuomo ora cercherà di navigare attraverso l’oceano dell’età post-puberale. A qualcuno di voi scenderà una lacrimuccia, riconoscendosi nei tipi descritti, altri avranno voglia di sterminare i vecchi compagni di classe. Ah l’adolescenza, sweet sweet sixteen. Bando alle ciance.

Il Secchione
Bravissimo a scuola, grasso, preso per il culo, il secchione non ti passa mai le risposte giuste durante i compiti. Merita la morte.

Lo Sfigato
Frequentatore del liceo, il suo rendimento scolastico galleggia a metà tra la mediocrità e alcuni spunti di eccellenza. È il classico individuo colpito dal morbo della deformazione da crescita, braccia troppo lunghe, naso enorme e mento corto, leggera gobbetta, acne. Emarginato da tutti passa i pomeriggi chiuso in casa, guardando la De Filippi nel divano con la madre, sparandosi duecento pippette, fantasticando su impossibili riscatti sociali. A scuola viene continuamente dileggiato, ridicolizzato, evitato. La verginità lo accompagnerà fino all’università, dove finalmente toccierà il biscotto con una studentessa fuoricorso di Scienze della Formazione di 147 Kg. Da lì in poi comincerà ad acquistare un po’ di fiducia in se stesso, fiducia che durerà ben poco perché è destinato a perdere i capelli. Tornato al suo paese dopo l’esperienza universitaria si ritroverà a fare l’impiegato e ad avere come datore di lavoro il compagno di classe che più lo menava per il culo. C’est la vie.

La Figa
Ah stupenda creatura che abiti le aule. Ah meravigliosa e calda gatta che benedici le sedie con il tuo scintillante culo sodo. Ah mio mistero, mia passione, fuoco dei miei lombi. Ah la Figa della scuola. Che fantastica dea maledetta. Unico motivo di vita per tutti i maschi adolescenti, la Figa della scuola è baciata da una bellezza fuori dal comune. Il suo corpo appena uscito dal cellophane è privo di imperfezioni, sodo come la felicità, abbagliante come le luci di San Siro. Carina, gentile, dolce, educata, affascinante, bella, perfetta, penetrata dal maestro di sci. La Figa è l’unico motivo che fa svegliare i maschi la mattina, che passano le ore di lezione cercando di modificare la realtà per trasformare un suo gesto naturale, come grattarsi la schiena, in una dichiarazione d’amore rivolta a se stessi. É consapevole del suo fascino, non è consapevole dei litri di liquido spermatico che vengono prodotti grazie a lei. Nonostante ciò, rifiuta l’amore dei suoi coetanei, così banale e automatico, ricercando storie travagliate con improbabili quarantenni divorziati. Cinquant’anni dopo, al bar sarà sempre e comunque leggenda.

La Cessa
Occhiali, apparecchio fisso con elastici ai molari, capelli unti, culo floscio. Meraviglioso capolavoro di Picasso, la cessa riversa sui risultati scolastici tutto quello che la vita non le ha riservato, ovvero un aspetto che non provochi conati di vomito ad ogni sguardo. É protagonista di tutti i discorsi dei maschi suoi compagni, che passano il pomeriggio a giocare a: cose che faresti piuttosto di scopare (nome della cessa). «Rimming a Giuliano Ferrara!». Legge poesie di Neruda, sogna il principe azzurro, combatte contro la superficialità, e perde. Una volta uscita dall’adolescenza, apparecchio e occhiali spariranno, e si ricostruirà una nuova vita da bruttina ma scopabile cercando di nascondere ad ogni costo il suo passato da Merda Disumana (consegnando ancora una volta la vittoria alla superficialità).

Il Bullo
Storia travagliata per il Bullo. Padre alcolizzato, madre troia, e tutte quelle cose che fanno dire: «Beh se è così è perché ha avuto un infanzia difficile». Intanto il suo compagno di classe orfano stuprato dal patrigno l’estate va in Congo ad aiutare i bambini malati di Aids. Comunque il Bullo pesta tutti, minaccia tutti, ha amici trentenni usciti di galera, crea complessi allo sfigato impedendogli di trascorrere la ricreazione in cortile, viene ripetutamente bocciato. Si scopa anche delle discrete fighe, attratte dall’uomo forte, dal guerriero, dal ribelle. Vedrà il suo ruolo crollare dopo l’adolescenza quando ritrovatosi senza una lira scoprirà nell’alcol l’unico rimedio alla sua ignoranza.

Il Figo
Il Figo è supersicuro di sé. Bello, stiloso, genitori ricchi, decente a scuola. Si fa tutte le Fighe del liceo, la sua vita è in discesa come uno scivolo dell’acquasplash, ma con le Fighe al posto dell’acqua. Invidiato da tutti, amato da tutte, insomma, un felice. Ma la felicità non ha storia. Una volta iscritto all’università perpetrerà il suo copione fino alla nausea, lavorerà nell’azienda del padre, ecc…

Il Politicamente Impegnato
La politica è la sua vita dopo le canne. Rappresentante di classe, d’istituto, dei genitori, si candida a qualsiasi cosa proponendo libertà e lotta contro il fascismo. Organizza occupazioni a nastro per i seguenti motivi: carta igienica rosa, spifferi dalle finestre, riscaldamento troppo alto, eccessivo costo dei distributori. Bardato di rosso smarona le palle a tutti con progetti di fanzine, incontri con intellettuali, e duemila altre cazzate. Finirà al DAMS.

Recensioni

  1. :

    “Come tutte le creazioni dell’oltreuomo, anche questo eBook non è da meno: luoghi comuni esagerati in modo comico, ma con un fondo di verità per sorridere intelligentemente. A questo prezzo, poi, è assolutamente da comprare senza pensarci due volte”

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