A tre anni dal loro ultimo album, che celebrava i primi trent’anni di carriera, tornano gli Statuto con il primo concept album della loro carriera. “Amore di Classe”, in uscita il 22 gennaio per Universal, racconta la storia di due giovani travolti dalla passione e dei problemi sociali di un’intera generazione in quello che è una sorta di manifesto per quel pubblico che “non è qualunquista – spiegano gli Statuto – e trova nei nostri testi motivo di identificazione e legittimazione a necessità sociali o valori che effettivamente non sono molto diffusi nel mondo attuale” dimostrando ancora una volta cosa significhi essere Mod nella vita di tutti i giorni.

Il gruppo torinese è diretta espressione musicale dei Modernismo di Piazza Statuto a Torino, in cui gli stessi componenti del gruppo si ritrovano ogni sabato pomeriggio per il consueto raduno, e fin dalle origni si è distinto per originalità stilistica e musicale (gli Statuto furono i primi a suonare ska in Italia nel lontano 1983). Negli anni gli Statuto hanno portato alla ribalta lo ska raggiungendo vette impensabili, solcando i più importanti palchi italiani come quello del Festival di Sanremo (dove cantarono la loro vittoria con “Abiamo vinto il Festival di Sanremo” appunto) e del Festivalbar (con la canzone estiva “Piera”) nel 1992, del Cantagiro (con “Saluti dal mare”) nel 1993 e dell’Arezzo Wave nel 1990 e nel 2003, senza però perdere lo spirito che li contraddistingue dal 1983 e che li ha resi uno dei punti di riferimento della cultura Mod italiana ed europea (ovviamente esclusa l’Inghilterra dove è nata).

Ecco cosa ci hanno raccontato oSKAr (voce), Naska (batteria), Alex Bumba (chitarra) ed Ennio TeenMod (basso) del loro nuovo disco:

In “Amore di classe” raccontate le vicende di Adamo ed Eva, due giovani come tanti, che sembrano richiamare la genesi biblica; da chi è costituita la divinità che manovra il gioco che raccontate? E chi rappresentano Adamo ed Eva?

Non crediamo in alcuna divinità e non ci interessano accostamenti “biblici”. La storia è una vicenda inventata ma molto reale e possibile: i nostri Adamo ed Eva sono due studenti adolescenti di estrazione sociale diversa che si conoscono e vivono una movimentata storia d’amore che sfocia nella discriminazione di classe.

Batticuore” presenta Adamo, un “ragazzo di strada” come voi. Ma se una volta, erano ed eravate ben identificati come tali, oggi cosa significa essere un ragazzo di strada e quali sogni rincorre?

Viviamo in strada da sempre e il sogno, che è più realistico di quanto si possa pensare, è quello di poter migliorare le condizioni di vita nostre e di chi ci vive a fianco.

Con “Ritmi di metropoli” disegnate il contesto in cui si svolge la vicenda scritta da oSKAr, è un disegno attuale o un sogno racchiuso nel passato?

È una fedele descrizione della vita di un mod adolescente in una grande città al giorno d’oggi.

L’attualità di “Catturami” è palese. In un periodo in cui spesso e volentieri i cortei giovanili finiscono con scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, quanto valore hanno le manifestazioni e la ricerca (da una parte e dall’altra) di violenza politica?

Le manifestazioni sono un momento di espressione collettiva sociali sicuramente fondamentali. Di solito se i manifestanti hanno qualche atteggiamento violento e per questioni di “legittima” difesa.

Amore di classe”, canzone che da il titolo all’album, racconta della nascita dell’amore tra Adamo ed Eva – apparsa per la prima volta nella traccia precedente – che sembrerebbe quasi un’ancora di salvezza per il giovane. Quanto, realmente, influisce tale sentimento nelle dinamiche sociali che raccontate e vivete quotidianamente?

L’amore non è sicuramente un’ancora di salvezza sociale, né per il protagonista della nostra storia né per nessuno. I sentimenti prescindono dalle lotte sociali.

Vizi private e pubbliche virtù” è una sorta di Manifesto che si accompagna alla vostra celebre “Abbiamo vinto il Festival di San Remo” del 1992. Raccontate solo il decadimento morale di una star del cinema, ma quanto è dura restare duri e puri nello star system o c’è ben altro dietro a questa traccia?

La canzone descrive una “famiglia” unita e modello di facciata ma che in realtà è totalmente divisa e inesistente. In un periodo in cui si negano unioni civili e adozioni a coppie di fatto gay, è bene sottolineare quanto i borghesi che stanno al potere mostrano un aspetto bacchettone moralista mentre nella vita privata sono tutt’altra cosa. Una canzone che vuole attirare l’attenzione su diritti non solo sociali ma anche civili.

I rapporti familiari sono i protagonisti in “Non sei lei”, denunciate specialmente l’oppressione di una madre o piuttosto il desiderio di non crescere di una generazione di donne (ma anche uomini!) che si rispecchia troppo nei propri figli e li vuole a propria immagine e somiglianza?

Non proprio, si parla di una donna ricca e annoiata che vuol farsi il fidanzato della figlia.

Tutte le belle cose finiscono. Il soul malinconico di “Non sarai tu a cambiare il mondo” esemplifica proprio tale concetto; cantate che l’amore non basta, ma non basta per soddisfare i capricci di una ragazzina viziata o per soddisfare l’animo di un ragazzo che vorrebbe fare qualcosa di grande?

Esattamente, come dicevo prima i sentimenti prescindono dalle lotte sociali e da sempre i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.

La nona canzone del disco è un consiglio da vecchi, non offendetevi; “Devi riderci su” sembra però fare da eco al motto anarchico e poi sessantottino “una risata vi seppellirà”. Quanto credete in questa forma rivoluzionaria di rapportarsi al potere e ai propri guai?

No, non siamo anarchici, siamo Comunisti e mai e poi mai sosterremo che “una risata seppellirà qualcuno o qualcosa”, purtroppo. È in effetti un testo da vecchi, perché nella storia è il momento in cui il padre spiega al figlio che non bisogna abbattersi per una storia d’amore finita male e che con gli anni, specie se capita in adolescenza, certe storie faranno solo più sorridere.

Corri Adamo” è forse la canzone che può rispecchiare un po’ tutti: chi non ha compiuto stupidaggini per amore. La domanda che sorge spontanea è quale sia la vostra stupidaggine più grande, ma stupiremo i lettori chiedendovi semplicemente quale valore credete abbiano, queste, nella crescita di un giovane essere umano?

Devono farne tesoro, solo dagli sbagli si impara veramente e quindi spesso le “stupidaggini” sono formative.

Ormai si sente che sta arrivando la fine del racconto e “Cosa conta” è una sorta di lascito morale ai fans: cos’è che conta per gli Statuto?

Per il protagonista contano gli affetti dei suoi famigliari e l’amicizia dei suoi amici. Per gli Statuto, artisticamente parlando, conta il Modernismo e farlo conoscere a più gente possibile,oltre a che esprimere sempre impegno sociale divertendosi e divertendo.

La conclusione ovvia dell’album è la scoperta della vera felicità quotidiana e “Questa è la felicità” la descrive a pieno. Ascoltando la canzone, però sembra di vivere in una realtà distante dal quotidiano che vede sempre meno libertà e più disinteresse ai temi importanti, soprattutto da parte dei più giovani. Dove si è perduta la strada per la felicità che voi stessi cantate?

Nella canzone la felicità non è affatto perduta perché il protagonista scopre che ciò che è e vive è esattamente ciò che vuole. Questa è la felicità.

Andrea Tagliaferri

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