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Promuovere un libro online: cosa fare e cosa non fare

NDE Blog – Gli Ebook, l’Editoria e Tutto Quanto! Promuovere un libro online: cosa fare e cosa non fare

Quando uno scrittore pubblica un libro, quasi sempre finisce per porsi una domanda: “Bene, e ora?”
Se non ti chiami Stephen King, il tuo libro ha bisogno di essere promosso. Che sia un libro cartaceo o un eBook, il web ti può offrire grandi opportunità a tal proposito. Tuttavia, proprio le grandi libertà offerte dalla rete possono portare a strategie poco organizzate, inefficaci o perfino controproducenti.

Lo scopo di questo articolo è di fornirti alcune indicazioni per evitare gli errori più comuni e per sfruttare al meglio le tue risorse, di tempo ed eventualmente di denaro. Il web nasconde molto trappole, è vero, ma non spaventarti! Ti basta navigarlo con la mappa giusta.

Promuovere un libro online

COSA FARE

  • Pianificare

Non aspettare che il tuo libro sia uscito, correndo il rischio di promuoverlo in modo affrettato e disorganico: organizzati per tempo. La coerenza è, infatti, uno degli aspetti fondamentali, insieme all’organizzazione, quando si gestisce la promozione utilizzando più canali. Ogni canale ha le sue peculiarità, le sue “regole”, un pubblico diverso che lo usa in modo diverso per scopi differenti. Puoi usare ogni canale per promuoverti in maniera diversa, riflettendo i comportamenti degli utenti. Decidi quali canali usare e pianifica la tua presenza online in maniera tale che vi sia una continuità tra di essi a contraddistinguerti (logo, linguaggio, url user friendly). Aiuterai gli utenti a capire subito chi sei e di cosa parli. Nella pianificazione dovresti organizzare la tua presenza online nel modo meno dispersivo possibile (esempio: è davvero necessario creare una pagina per ogni libro o più pagine che ti presentano come autore? Nella maggioranza dei casi non lo è.) Oltre al rischio di disperdere il tuo pubblico, tieni presente che tenere aggiornati (ogni 24/48 ore almeno) i social per avere un flusso costante di informazioni e interazioni richiederà tempo e dedizione. Più canali userai più tempo dovrai investire nella creazione dei contenuti e nella gestione della comunicazione. Inizia con ciò che sei in grado di far durare. Molto spesso premia più la qualità che la quantità.

  • Pubblicare alcuni scritti online su siti esterni

La pubblicità diretta sul web funziona sempre meno, tutti noi siamo abituati a ignorarla. Per questo, è spesso più utile cercare visibilità come scrittore su siti che permettono di pubblicare racconti o parte della propria opera. Ce ne sono numerosi, tra cui Wattpad, THe iNCIPIT, 20lines, Pennematte , o forum come Writer’s Dream e Aspiranti Scrittori.

  • Gestire un blog, offrire contenuti gratuiti e a pagamento

Un blog è facile da aprire, richiede costi minimi o nulli e ti garantisce una voce tutta tua, da poter coltivare nel tempo. Per rendere il tuo blog appetibile, devi però alimentarlo e fornire contenuti di interesse, possibilmente legati ai tuoi libri ed efficaci dal punto di vista della SEO per essere rintracciabili sui motori di ricerca. Puoi mettere anche in vendita il tuo eBook direttamente tramite Streetlib, oppure fornire alcuni contenuti “extra” magari in cambio dell’indirizzo email, che userai per la tua newsletter.

  • Chiedere recensioni a blog letterari e giornali locali

L’unione fa la forza. E ci sono persone che per lavoro o passione sono ben contente di dare spazio gratuitamente alle opere di autori, anche emergenti. Bisogna però contattarli con educazione, rendere disponibile una copia gratuita in formato digitale o, se la richiedono, in cartaceo, e soprattutto non arrabbiarsi in caso di recensione negativa. Dal momento che rendi pubblico un libro dovresti accettare il confronto e le opinioni di lettori e critica, anche se non le condividi, anche se le trovi inadeguate.

– Social e Web reputation

  • Comunicare con efficacia su canali social dedicati

socialmedIaworld

I social network rappresentano una grande opportunità per gli scrittori emergenti, in quanto sono un canale di comunicazione diretto e gratuito. Tuttavia, non tutti i social funzionano allo stesso modo: ad esempio, su Instagram vanno alla grande contenuti più informali o comunque mirati a un pubblico giovane, su Twitter è fondamentale seguire le ultime news e tendenze e su Facebook è importante accompagnare testi e link con immagini appropriate. Non puntare solo ad aumentare il numero di “mi piace”, ma a instaurare un dialogo con chi ti legge. Cerca di capire la logica del social che vuoi usare e adegua il tuo modo di usarlo a essa.

  • Web Reputation e Netiquette: cosa c’è da sapere

Il web può darti una visibilità impossibile da ottenere in altro modo, questo è un bene. Essere visibili non è sempre vantaggioso però, soprattutto se fai un passo falso. Controlla la tua reputazione online (chi parla di te e cosa dice) con applicazioni gratuite come Google Alerts e Mention: se qualcosa va storto, fai in modo di correggere il tono delle conversazioni online che, ricordando, che la maggior parte di esse sono pubbliche e indicizzabili dai motori di ricerca.

Sul web la maggior parte degli obiettivi si raggiungono per merito. Se vuoi guadagnarti il rispetto rispetta per primo, sii tollerante, evita di dire cose che non diresti mai di persona. Ecco qualche principio di buonsenso formulato nella Netiquette:

https://it.wikipedia.org/wiki/Netiquette#Le_regole_ufficiali

  • Aumentare le interazioni organiche (ovvero pubblicità gratis)

Dopo aver costruito il tuo piccolo network con pagine sui social network e un blog/sito, vorresti che cresca “da solo”, vero? In realtà, è difficilissimo campare “di rendita” online ed è sempre bene alimentare continuamente nuovi contenuti. Puoi sperare di incrementare la tua visibilità con contenuti potenzialmente virali sui social network (devono soddisfare un bisogno, fornire un servizio, risolvere un problema o, semplicemente, intrattenere) e in grado di intercettare le ricerche dai motori di ricerca attraverso le buone pratiche della SEO (Search Engine Optimization).

  • Pubblicità online (Adwords, Facebook Ads, Twitter for business)

Certo, gratis è bello, ma per intercettare il proprio pubblico a volte un piccolo budget da investire in modo mirato può fare la differenza. Adwords è il servizio di Google che permette di inserire i propri annunci direttamente tra i risultati delle ricerche oppure negli spazi predisposti su migliaia di siti. Facebook invece permette di inserire le proprie inserzioni, comprese di immagine correlata, nella colonna di destra o direttamente nel flusso dei contenuti, consentendo inoltre di aumentare la visibilità di un post pubblicato da una pagina. Anche la piattaforma pubblicitaria di Twitter è molto efficace. Grazie a ottimi strumenti di controllo permette, come le precedenti menzionate, di promuovere contenuti web, account social per ottenere follower, applicazioni e video.

Al momento sono le piattaforme pubblicitarie più potenti: hanno un bacino di utenza molto importante e possiedono (e incrociano) una marea di dati sui propri iscritti (dati anagrafici, demografici, comportamentali, attitudini e interessi). Sono in grado di fornire agli inserzionisti un pubblico mirato da cui partire, diciamo che puoi raggiungere esattamente il tipo di persone che desideri coinvolgere. Se usati ingenuamente rischi però di investire senza ottenere i risultati che ti aspetti: se vuoi cimentarti documentati bene (ogni piattaforma ha le sue “regole” e peculiarità che è necessario studiare), inizia con un piccolo budget e fai delle prove: la pratica si discosta sempre dalla teoria, poi scegli gli annunci che sembrano dare migliori risultati (e cerca di capire il perché).

COSA NON FARE

I furbi! Non acquistare recensioni, non acquistare follower o consensi di alcun tipo, ogni singola piattaforma combatte attivamente lo spam, anche quello volto ad alterare i dati, a influenzare in maniera scorretta gli utenti. Questo fattore sarà sempre di primario interesse: la maggior parte offre una piattaforma pubblicitaria e questo comportamento è una minaccia per essa. La lotta ai contenuti duplicati, indesiderati, acquistati è necessaria per le aziende che offrono questo tipo di servizi per mantenere una buona reputazione, ottimizzare le risorse, e per agevolare l’uso agli utenti. Dati i forti interessi in gioco ci dobbiamo aspettare criteri sempre più selettivi su ciò che verrà interpretato come falso (oppure indesiderato) e quindi ignorato ed eliminato. Nella migliore delle ipotesi non ti servirà a nulla (non diventerai più popolare, non venderai di più, avrai solo speso soldi inutilmente), nella peggiore potresti essere penalizzato per un comportamento scorretto. Ricorda: devi raggiungere il tuo pubblico, ed esso deve comprendere che il tuo contenuto è originale, differente e interessante (content is the king, obviously) e se è promosso che lo sia in modo corretto.

Evita titoli ingannevoli nei post o di scrivere il tuo obiettivo nei post (per esempio: clicca qui, compra questo). In particolare i social stanno penalizzando quest’ultimo aspetto. E poi siamo sinceri: noi vogliamo sentirci liberi di cliccare o di comprare se comprendiamo che la cosa ci interessa. Se tu fornisci i motivi per cui potrebbe interessarmi mi aiuti nella scelta, potrei apprezzarlo, se mi parli del tuo obiettivo io lo interpreterò probabilmente come spam, anche se potenzialmente potrebbe interessarmi.

Gestisci l’entusiasmo! Hai pubblicato un libro e vorresti farlo sapere a tutti, ma non è una buona idea. Non sul web. Se vuoi segnalare a qualcuno il tuo libro fallo con giudizio, scegli persone che pensi potrebbero essere davvero interessate o coloro con i quali hai un rapporto stretto. Non inviare mail con trenta destinatari, magari tutti visibili, non usare i social per inviare decine di messaggi privati con richieste del tipo “hey, è uscito il mio nuovo libro. Perché non lo compri?”. Il valore di questo comportamento non è zero, è meno dieci. Se lo fai perdi tempo, non ottieni alcun risultato interessante e rovini la tua reputazione, uno dei valori più preziosi sul web. Le persone non sono numeri, non trattarle come se lo fossero.

Evita l’intolleranza nei commenti negativi che ricevi, a sua volta i giudizi sommari gratuiti ed eventuali attacchi alla tua persona, qualunque cosa possa rovinare il rispetto per qualcuno può rovinare il rispetto che gli altri nutrono per te. Stai promuovendo un libro, tutto ciò che si sposta sul personale diventa spesso controproducente riguardo al tuo obiettivo e alla tua immagine, almenoché non ci sia dietro una strategia pianificata, con le cautele del caso. Evita contenuti doppi, ridondanti, troppo frequenti. Non cantartela e suonartela da solo.

Comprendere i risultati

Quale che sia il canale e la piattaforma che hai deciso di usare per promuoverti in genere sono disponibili degli strumenti che ti aiutano ad analizzare e interpretare i comportamenti del pubblico a cui ti sei rivolto. WordPress, Blogger, Google Analytics, Facebook Insight, Twitter Analytics e tantissimi servizi di terze parti permettono di monitorare i contenuti che hai condiviso per promuoverti. È fondamentale accedere a questi dati e possibilmente incrociarli per avere un’idea chiara su alcuni fattori:

1) qual è il pubblico che ti trova sul web e qual è quello che ti segue

2) quali sono i contenuti che il tuo pubblico preferisce, a che ora preferisce leggerli e altre informazioni di natura pratica

3) qual è il tasso di conversione in merito al tuo obiettivo, in altre parole quanti dei tuoi lettori comprano il tuo libro, lo scaricano, ne parlano, etc.

È necessaria una concezione equilibrata: ad esempio più impression non significa più clic, più clic non garantisce più conversioni. Non è detto che il tuo pubblico risponda come avevi previsto, il marketing non è una scienza esatta: accetta l’idea di aver fatto degli errori, cerca di comprenderli attraverso l’esperienza diretta e mediante i dati aggregati disponibili attraverso i servizi menzionati prima. Non esiste un modo perfetto, esiste un modello giusto per il tuo caso, dipende da molti fattori, e lo scoprirai nel tempo. Ricorda: i dati restano sempre numeri, esiste sempre una discrepanza con la realtà. Non abbatterti e non esaltarti, interpretali in maniera equilibrata, tieni d’occhio il tuo obiettivo e migliora i metodi per raggiungerlo. Non fossilizzarti sui numeri. È assolutamente inutile.

Conclusione

Social Network, Blog, Newsletter: sembrano strumenti alla portata di tutti, ed effettivamente è così, ma una strategia efficace di comunicazione è un’altra cosa e richiede tempo, conoscenza accurata dei distinti canali e coerenza.

I consigli che hai trovato in questa guida non basteranno da soli a garantire il successo del tuo libro (o eBook,), è chiaro, ma possono esserti utili per partire sulla strada giusta, o correggere il tuo percorso.

Qualche raccomandazione finale:

  • Non pensare solo a vendere il tuo libro, ma a presentarlo in modo interessante

  • Non usare il web come un megafono, piuttosto come un canale di comunicazione bidirezionale

  • Prima di parlare, ascolta. Interagisci, con le comunicazioni degli altri. Impara da loro.

  • Sii sempre risposto a sperimentare e a percorrere nuove strade: sul web chi rimane ancorato a strategie non più efficaci rimane indietro.

  • Prima di pensare a obiettivi numerici (numero di “mi piace”, posizione in classifica su Amazon etc.) punta a crearti una nicchia di pubblico fedele, sarà la base del tuo successo.

 

I riferimenti e gli esempi di questo articolo sono frutto di studi specifici e anni di esperienza diretta, ci auguriamo pertanto che vi possano essere utili!”

Fabio Pinna, responsabile di promozione e marketing del sito “Leggere a Colori” – Profilo

Marco Frullanti, responsabile di comunicazione e marketing di Nativi Digitali Edizioni.

Per approfondire

“Leggere a Colori”, blog letterario e servizio di promozione per libri

Lista di brevi articoli sull’autopromozione – Nativi Digitali Edizioni

Servizi di Consulenza per self-publisher e liberi professionisti – Nativi Digitali Edizioni

 

 

By | 2017-06-29T18:45:05+00:00 settembre 3rd, 2015|guide, news|4 Comments

About the Author:

Editore, scrittore ed in generale entusiasta di internet. "A volte sei tu che mangi l'orso, a volte è l'orso che mangia te".
  • Amleta Bloom

    Molto utili questi consigli che date e forse in passato se avessi saputo qualcosa in più riguardo al mestiere di “promotore” piuttosto che a quello di scrittore, mi sarebbero state utili le vostre dritte. Però io credo che se uno ha scelto il mestiere di scrittore questo vuol dire che il mestiere che sa fare meglio è quello. Se uno ha capacità imprenditoriali e di marketing io credo che si metta a fare un mestiere diverso. Personalmente credo sia fuori luogo richiedere ad un autore di fare un lavoro in più, che non è nemmeno nelle sue capacità, solo per aiutarsi e arrabbattarsi in mezzo ai social. Inoltre credo che la strategia da usare per una promozione efficace sia da far progettare a chi sa fare questo mestiere. Io ho usato spesso i social, così come hanno preteso i miei editori, e poi ci ho proprio perso il gusto di farlo perchè è stata solo una perdita di tempo. Quindi se uno fa l’editore e poi viene a chiedere a me di fare non solo il mio mestiere ma anche di farne un altro mi sembra poco serio. Chi fa l’editore dovrebbe anche avere una equipe predisposta alla promozione. Ci sono molti creativi che sanno fare bene il loro mestiere e che conoscono bene le leggi del marketing e che sono anche disponibili a fare stage nelle aziende di editoria. Quindi ognuno faccia il suo mestiere.

    • http://www.natividigitaliedizioni.it Marco “Frullo” Frullanti

      Considerazioni giustissime, infatti nessuno dovrebbe obbligare gli scrittori a promuoversi da soli, se non desiderano farlo. E certamente un editore dovrebbe occuparsi di comunicazioni e marketing – era il mio mestiere prima ancora di occuparmi di editoria, e per vari versi lo è ancora – o provvedere che qualcuno se ne occupi. In ogni caso, per evitare esperienze negative con la sua è probabilmente necessario chiarirsi con l’editore su questi dettagli prima della firma del contratto.

    • http://www.leggereacolori.com/ Fabio Pinna

      Certamente non si può far tutto e farlo bene, è un limite umano. È anche vero che le esigenze sono diverse per tutti. C’è chi scrive per hobby per esempio e non per vendere, ma non per questo desidera rinunciare a un minimo di promozione. Questo articolo non sostituisce le competenze di chi fa promozione come mestiere, anzi, forse rende meglio l’idea di quanto si debba essere organizzati per promuoversi in maniera efficace e, in ultima analisi, di come questo si possa ottenere affidandosi a dei professionisti.

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