Buk Festival di Modena – Piccoli editori, grandi proposte

NDE Blog – Gli Ebook, l’Editoria e Tutto Quanto! fiere Buk Festival di Modena – Piccoli editori, grandi proposte

Articolo a cura di Fabio Prandini – Facebook – Twitter: @prandini_f

Il BUK Festival di Modena è una fiera per piccoli e medi editori che si svolge ormai da otto anni presso il Foro Boario nella città di Modena, ma non solo, e che negli anni ha più che raddoppiato i suoi visitatori superando abbondantemente le 20.000 presenze (solo a Modena). Il grande successo dell’evento, in proporzione alle sue dimensioni e alla durata, indica che nonostante le sconfortanti statistiche sulla lettura, in Italia parlare di letteratura ha ancora una forte attrattiva.
Il web rappresenta il futuro nel campo dell’editoria, non ci sono molti dubbi a riguardo, tuttavia per un editore il grande mare digitale può trasformarsi in un deserto senza oasi. La possibilità di incontrarsi faccia a faccia con i lettori è una risorsa che da la possibilità all’editore di smarcarsi dalla folla impersonale che si può trovare su un motore di ricerca e dalla bilancia delle recensioni dettate, a volte, più dal gusto personale che da un’attenta lettura.
Per questo abbiamo deciso di scambiare due parole con Rosita Pisacane Direttore Generale del Buk Festival.

buk modena

Lo staff del BUK Festival: da sinistra Laura Germano e Cristina Minutiello (segreteria organizzativa), Francesco Zarzana (Direttore Artistico), Rosita Pisacane (Direzione Generale)

Il vostro non è un festival dedicato all’editoria ma solo alla piccola e media editoria, perché questa scelta?

Quello dell’editoria è un settore altamente competitivo dove i grandi gruppi editoriali si dividono oltre il 70% del mercato. Fin dalla prima edizione Buk ha sempre voluto dare voce ai più piccoli, a quegli editori che pur avendo un’offerta culturale di tutto rispetto, nella maggior parte dei casi non riescono ad arrivare in libreria e quindi al grande pubblico. Oltre al web, le fiere e i festival rappresentano spesso l’unica possibilità di essere visibili e Buk è riuscito in pochi anni a diventare tra i maggiori punti di riferimento del settore. Inoltre, siamo convinti che dare spazio ai più piccoli sia una grande forma di democrazia culturale.

I formati digitali e internet portano sul mercato nuovi strumenti e nuove risorse ma anche nuovi ostacoli. Quali sono secondo voi i principali punti di forza e le principali debolezze a cui oggi sono esposti i piccoli/medi editori su questo fronte?

Il formato digitale dell’e-book e la sua distribuzione in rete rappresenta un’enorme opportunità per la piccola e media editoria: in primo luogo costi più bassi di produzione e distribuzione, più libertà nell’organizzazione della filiera, la possibilità di raggiungere un pubblico più ampio, sperimentando nel frattempo forme letterarie più multimediali e interattive. L’editore ha finalmente l’occasione di valorizzare il proprio patrimonio editoriale arricchendo l’offerta tradizionale con prodotti che incontrino le esigenze di un pubblico internauta e appassionato di tecnologia. L’unica certezza è la necessità di cambiare il proprio modello di business, essere cioè pronti a riorganizzare la propria struttura interna alla luce dei cambiamenti imposti dal digitale. In questo, i piccoli editori hanno dimostrato di essere più reattivi dei grandi, utilizzando da subito internet come un’ideale vetrina di promozione e vendita. Il futuro dell’editoria digitale nel nostro Paese dipenderà da quanto gli editori sapranno mettersi in gioco.

Dall’Europa fino ai comuni di Modena e Catania, avete ricevuto diversi riconoscimenti, siete un festival ormai attestato a livello nazionale. Quanto hanno pesato i partner istituzionali? L’attenzione è arrivata solo col successo dell’iniziativa o c’è stato un interesse immediato da parte delle istituzioni?

Anno dopo anno, Buk ha superato i confini di Modena diventando sempre più internazionale, basti pensare al protocollo firmato con il Festival del libro d’artista di Barcellona e il Salon du Livre de Tournus in Borgogna. A livello nazionale, grazie a Buk, Modena è entrata a far parte delle Città del Libro, un progetto del MIBAC e del Centro per il Libro e la Lettura che mette in rete realtà locali – grandi e piccole – che organizzano festival o eventi legati al libro e alla cultura editoriale; senza dimenticare la recente Medaglia ricevuta dal Presidente Mattarella a conferma di quanto il nostro impegno sia stato apprezzato anche dalla più alta carica istituzionale del nostro Paese.

Mentre sul piano nazionale e internazionale Buk riceve grande attenzione e riconoscimenti, a livello locale invece ci sono ancora molti limiti. Per una manifestazione che accoglie ogni anno 100 espositori e circa 20.000 visitatori da ogni parte d’Italia, riempiendo ristoranti e alberghi e creando un indotto economico importante di cui gode tutta la città di Modena, l’appoggio dell’amministrazione, dopo 8 anni, è ancora prettamente “istituzionale”. Il Sindaco Muzzarelli ha speso parole molto belle per il nostro lavoro e ci auguriamo che queste possano essere il preludio di una collaborazione finalmente più operativa.

Si è chiusa da un mese l’ottava edizione modenese del BUK Festival, a settembre ci sarà la seconda edizione siciliana che ha visto la luce l’anno scorso nello stesso periodo. Il Festival raccoglie sempre più consensi e partecipazioni. Non è solo una fiera dell’editoria ma un vero e proprio evento culturale con iniziative di diversa natura e avete anche una rivista scaricabile dal sito (qui). Detto questo: qual è secondo voi il punto di forza della vostra iniziativa e quali obiettivi avete per le prossime edizioni?

Qualche mese fa il Sindaco di Catania Enzo Bianco ha fortemente voluto un’edizione siciliana del festival che ripeteremo appunto il prossimo settembre. Altre amministrazioni locali hanno dimostrato un certe interesse, che stiamo naturalmente valutando. Buk è un festival culturale ormai consolidato che ha saputo trasformarsi in una sorta di format, un marchio esportabile di qualità e punto di riferimento per la piccola e media editoria. Non ci risultano al momento casi simili al nostro, siamo insomma un caso unico. L’obiettivo adesso è diventare sempre più europei, stiamo infatti lavorando per creare una rete europea di festival simili a Buk che aprirà a tutti nuove opportunità di scambio e di confronto transnazionale.

Inoltre volevo chiederle se c’è una domanda che non le hanno mai fatto e a cui avrebbe voluto poter rispondere.

Come riuscite a fare un festival internazionale di queste dimensioni con pochi aiuti? La risposta è difficilissima…

 

 

By |2017-06-29T18:45:11+00:00marzo 30th, 2015|fiere, news|0 Commenti

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Editore, "smanettone di internet" e consulente di marketing editoriale. Mi occupo di tutto quello che gira intorno ai libri digitali, le visual novel e gli altri ibridi tra letteratura e tecnologia.

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