Un altro anno è passato, “e un altro pincopallino che ha un blog vuole dire la sua”, direte.
Tuttavia, penso che questa volta sia giusto farlo.
Dai discorsi su internet, ma anche dalle chiacchiere da bar, ogni anno c’è la percezione che le cose stiano andando sempre peggio, per tutti (soprattutto se lavori nell’editoria, e in Italia). E non è questa grande novità, visto che è sempre così dal 2008 ad oggi.
In teoria, quest’anno il PIL italiano torna finalmente in rialzo (beh, anche se di poco), e persino la proverbiale crisi infinita dell’editoria italiana pare in rallentamento (grazie agli ebook, lo dice l’AIE, non certo a “geniali risposte alla minaccia degli ebook” come i Flipbook o altre discutibili trovate di marketing), tuttavia il solito pessimismo  universale sembra aleggiare nell’aria, ogni anno più opprimente.

Ma siamo sicuri che le cose stiano veramente andando peggio? Beh, chiaro, negli ultimi 15 anni il mondo è cambiato un bel po’, questo è innegabile. Ma veramente sta tutto peggiorando? Questo articolo sostiene il contrario per quanto riguarda la ricchezza personale e l’istruzione, e sembra pure che il mondo stia diventando un posto sempre più pacifico, a quanto si dice qui.

2016 ottimismo

GIANNI!

Non sono né un politologo né uno psicologo, quindi non sono in grado di dire da cosa dipenda tutto questo pessimismo, o chi lo voglia istigare. Però, quest’anno voglio pensare positivo, e ricordarmi le cose che negli 15 anni stanno andando meglio, giusto le prime che mi vengono in mente:

  • La tecnologia non solo si è sviluppata costantemente, ma è anche enormemente più economica. Nel 2000 per un computer e un cellulare decente (per gli standard dell’epoca) servivano rispettivamente 3 milioni e 500mila lire, almeno. Adesso bastano 300€ e 100€ per prodotti con funzionalità che all’epoca ti sognavi.
  • Il web è diventato parte della nostra vita quotidiana, rendendo molto più semplici un sacco di operazioni. Pensate all’home banking, all’invio di lettere e fax sostituito dalle mail. Per non parlare del fatto che puoi ordinare una pizza senza telefonare!
  • Oggi possiamo accedere a un quantitativo impressionante di informazioni dal nostro telefono. Con internet, cercando bene, si può imparare praticamente ogni cosa gratuitamente, o quasi (se poi siamo tanto sciocchi da farci fregare dalle notizie bufale, beh, è solo colpa nostra).
  • D’altro canto, oggi è infinitamente più facile entrare in contatto con persone dall’altra parte del mondo, arricchendo la nostra stessa cultura. E se le amicizie online non fanno per voi, è molto più facile fare un’esperienza di studio o lavoro all’estero. Se volete solo cazzeggiare, Ryanair e Booking hanno reso i viaggi all’estero facili ed economici.
  • È altresì possibile conoscere persone simili a noi, per interessi di nicchia o attitudini, a prescindere da dove viviamo. Oggi lo diamo per scontato, ma è ciò che ci rende di fatto molto più liberi.
  • Similmente, una persona senza grosse basi tecniche né “spintarelle” può accedere a un mucchio di opportunità professionali, se offre un servizio di cui la gente ha bisogno e sa come farsi trovare online. Sì, il mondo del “posto fisso” è in crisi, ma se non ci vuole poi così tanto a lavorare come voglio e non quello come decide il mio capo, che me ne faccio del posto fisso?

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Insomma, contro il pensiero comune e forse anche contro la logica, per la prima volta da un bel po’ di tempo ci sentiamo sento di guardare all’anno nuovo con più aspettativa che apprensione; anche perché, non per vantarci ma per dare un messaggio positivo, il 2015 ci ha portato tante soddisfazioni (pensate un po’, pure per il portafogli!).

Chi ha 30 anni oggi non prenderà la pensione prima di averne 75, dicono. I nati negli anni ’80, a cavallo tra la generazione x e i millenial, sono per molti giornalisti la “generazione perduta”. E se anche fosse così, cosa abbiamo da guadagnare ad affrontare il futuro con pessimismo? Iniziamo a cogliere le opportunità del presente, che non sono poche, e ignoriamo chi vuole trarre vantaggio dalla nostra paura, chi ci vuole vedere demoralizzati e diffidenti.

Dopo un 2015 in cui ci sono stati più alti che bassi, cosa non banale, per noi si prospetta un 2016 ricco di opportunità, e non vogliamo perderne nemmeno una! Bring it on!