Promuoversi sul web: come fare DAVVERO networking

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Premessa: questo articolo è rivolto in primo luogo agli scrittori, ma i consigli che provo a dare valgono per chiunque voglia promuovere su internet un prodotto, un servizio oppure, perché no, se stesso.

Ok, avete scritto un libro e, visto che vi hanno detto che oggi il web è cruciale per la promozione, vi siete dati da fare. Sì, certo, avere una pagina Facebook “da autore” è una bella cosa, e il profilo Twitter, e Instagram, Goodreads, Anobii e Google+, e Pinterest, e Tumblr… tutte belle cose. Ma, una volta invitato i nostri amici e condiviso un un po’ di link, quante persone in più hanno comprato il nostro libro? E, soprattutto, siamo davveri riusciti a creare un pubblico nuovo e veramente interessato alle nostre opere? Sì, non basta spammare i link d’acquisto e la copertina per farlo. Se non “facciamo network” intorno alla nostra figura da autore e ai nostri libri, tutte le pagine e i  profili sui social servono a ben poco.

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Ecco, quando si parla di “fare networking”, a molti viene in mente un incrocio tra il PR di una discoteca e uno smanettone che passa tutto il giorno e la notte al pc. In realtà, non si tratta di niente di elaborato: se salutiamo i vicini di casa quando li  incontriamo, chiamiamo gli amici più cari il giorno del compleanno e scriviamo sulla bacheca di Facebook a quelli meno stretti, prendiamo un caffè con qualche vecchio compare ogni tanto, chiediamo a una conoscenza comune di presentarci a qualcuno che ci interessa… stiamo già “facendo network”.

A conferma dell’importanza di queste tematiche, trovate già un sacco di libri, corsi, master e quant’altro, che probabilmente a uno scrittore interessano fino a un certo punto: siete pur sempre scrittori, non consulenti di web marketing, no? Tuttavia, proprio perché percepisco molta timidezza o vedo molti approcci errati, provo a buttare giù un rapido “do and don’t”, poi valutate voi quali consigli vale la pena di approfondire e sperimentare, e quali non fanno per voi.

Prima di tutto… cosa NON fare!

  • Esagerare con gli “spam”: di per sé, non c’è nulla di sbagliato a spargere la voce sul vostro libro, se fatto negli spazi giusti (es: gruppi che lo permettono, determinati topic su forum, siti che invitano a farlo). Farlo negli spazi sbagliati o con frequenza eccessiva è invece controproducente, per ovvi motivi.
  • Stalkerare gli “influencer”: certo, sarebbe molto carino su se uno di questi “influencer” (persona che ha molto seguito in un settore specifico) condividesse i nostri contenuti. Ma subissarli di tag e messaggi privati NON è il modo giusto per incentivarlo, al massimo per farsi bloccare e compromettere ogni possibilità di contatto.
  • “Feed the troll”: se il bello di internet è la libertà di discussione e interazione, il rovescio della medaglia è che ci sono persone che ne abusano, con atteggiamenti distruttivi, provocazioni, insulti e altri comportamenti non proprio simpatici. Se ci accorgiamo che la persona con cui stiamo interagendo è uno di questi “troll”, la cosa migliore da fare è calmare i nervi e ignorarli, evitando di inalberarsi e stare quindi al suo gioco.
  • Atteggiarsi a professoroni: non c’è niente di male ad avere un’opinione diversa da quella altrui, anche da qualcuno ben più noto di noi sul web, e a farglielo notare. Tuttavia, c’è una bella differenza tra un confronto costruttivo e una ramanzina da saputoni. Non dimentichiamoci che stiamo interagendo con altri individui, non con dei computer: il tono è importante.

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Ecco invece qualche buona pratica da seguire:

  • Dare prima di ricevere: il modo migliore per attirare l’attenzione di qualcuno senza infastidirlo è, banalmente, fargli un favore. Se condividi o lasci dei commenti positivi agli articoli di qualcuno, è probabile che dia un’occhiata al tuo profilo e, se apprezza quello che trova, ricambi il favore.
  • Farsi voler bene: Gli “influencer” sono spesso e volentieri un po’ narcisisti, o comunque è nella natura umana giudicare positivamente chi parla bene di noi. Per questo, il metodo più efficace per guadagnare l’attenzione di qualcuno è quello di citarlo come esempio positivo in un articolo (e di farglielo sapere).
  • Rispettare le “distanze”: Inviare email non personali, taggare su twitter, inviare messaggi privati… se a farlo è un totale sconosciuto, è molto probabile che nel migliore dei casi venga ignorato, no? Se riteniamo che i nostri contenuti siano utili o interessanti per gli altri, prima di usare canali di comunicazione percepiti come invasivi, assicuriamoci di avere il consenso dell’interessato.
  • Procedere per gradi: se eri innamorata/o del bellone/bellona del liceo, non ti sarebbe mai saltato in mente di mettersi a flirtare direttamente (se sì, complimenti!) e ricorrevi all’amico in comune per mettere una buona parola, giusto? Beh, i social network sono un po’ come un enorme liceo: interagire direttamente con un “Supervip” ti procurerà risultati nulli oppure negativi, mentre magari ti è possibile stringere rapporti con un “Vip minore” che migliorerà la tua reputazione… e potrà infine metterti in contatto con il “supervip”.
  • Usare un tono personale: Sì, è ovvio che copia-incollare lo stesso messaggio dappertutto è più veloce che personalizzare ogni volta il testo, e gli uomini sono creature pigre… Ma scambiatevi per un attimo di ruolo: quando ricevete un messaggio privato che è palesemente un copia-incolla inviato a caso a tutti i contatti, quanto tempo ci mettete prima di ignorarlo o segnalarlo come spam? Quando invece ci accorgiamo che una persona sta parlando proprio con noi, stiamo almeno a sentire quello che ha da dire, no?

“Belli consigli” potrà dire qualcuno “Ma cosa separa il corteggiamento dallo stalking? E se io non avessi voglia di fare tutto questo networking? Allora promuovere i miei libri sui social network  non servirebbe a un tubo?”. Beh, come detto all’inizio, noi facciamo già networking ogni giorno senza neanche accorgercene, la differenza con una strategia di networking è, beh, la strategia. Che non deve per forza seguire le dritte che vi ho dato io, in fondo si tratta di conversazione, niente di più, e ognuno ha il suo modo per farlo.

Se comunque non sai dove iniziare a promuovere i tuoi libri sul web e vuoi metterti in contatto con un professionista, dai un’occhiata ai nostri servizi editoriali!

By |2018-08-02T16:05:00+00:00novembre 23rd, 2015|consigli, Promozione|0 Commenti

About the Author:

Editore, "smanettone di internet" e consulente di marketing editoriale. Mi occupo di tutto quello che gira intorno ai libri digitali, le visual novel e gli altri ibridi tra letteratura e tecnologia.

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