Ok, hai scritto il tuo libro. Magari hai già pronta la tua pagina Facebook (qui qualche consiglio su come usarlo meglio) e il tuo sito o blog (qui qualche dritta su come realizzarlo), ma non ti sembra che queste piattaforme stiano dando i risultati sperati. Non disperarti! Prima di gettare la spugna, ci sono un sacco di strategie che puoi adottare, e spesso vale la pena di puntare su quello che altri sottovalutano o non conoscono affatto. Ed è proprio per questo che dobbiamo usare degli anglicismi…

I Guest Post sono gli articoli di un blog il cui autore non è il titolare o un collaboratore regolare, ma, appunto, un ospite. Perché si tratta di una buona prassi sia per il blog ospitante che per l’autore ospitato? Il primo acquisisce “gratis” un contenuto di valore all’interno del proprio sito, che può oltretutto portare visite extra se l’autore ha un certo seguito, mentre il secondo ha la possibilità di piazzare un bel link al proprio blog, utile per portare traffico e anche per migliore l’indicizzazione su Google, oltre a quella di farsi conoscere da un pubblico diverso dal solito.

Ovviamente, ci sono tutta una serie di buone prassi per i guest post:

  • Non deve essere una marchetta bella e buona, perché un blog non va bene per contenuti smaccatamente promozionali, a maggior ragione se non siamo a casa nostra.
  • Non limitarti a copia-incollare o comunque riciclare un articolo già pubblicato altrove: i tuoi lettori se ne accorgeranno, e in generale questi giochetti non funzionano in un sistema dove tutto è trasparente come il web.
  • Puoi linkare il tuo blog e i tuoi profili social, ma il tuo obiettivo non deve essere quello di aver la scusa per mettere dei link, ma di creare contenuti di valore
  • La comunicazione tra ospite e ospitante è importantissima: è sbagliato avere pretese esagerate, ma è utile e opportuno per entrambi puntare alla qualità.

Per approfondire, ti rimando all’ottima guida su Penna Blu.

E a proposito di  content marketing? Non ne avete mai sentito parlare? Beh, probabilmente ne sentirete parlare ancora: si tratta di un nuovo modo di fare promozione… senza fare promozione!

content marketing

Caricare il proprio ebook su Amazon? Usare Facebook e Twitter per mettere il link e invitare all’acquisto? Beh, bentornati nel 2010: lo fanno già tutti, e la gente è ormai abituata a ignorare i post di questo tipo. Un articolo su un tema di interesse correlato all’ebook, d’altro canto, viene percepito come un arricchimento, quindi letto e spesso apprezzato. Un’immagine o un’infografica ispirata al libro e particolarmente accattivante, se pubblicata sui social network può venire condivisa e generare interesse per la nostra creazione. Se dietro a operazioni di questo tipo si cela una strategia… beh, stiamo facendo marketing usando dei contenuti, sì.

Difficile dare delle linee guida relative al Content Marketing, essendo una strategia fortemente contestuale: se volete approfondire il tema o vi può interessare una consulenza, date un’occhiata qui. In ogni caso, vale quanto già accennato anche per i Guest Post: studiando la promozione su internet in vari settori (compreso quello dell’editoria digitale), le tendenze sono tre:

– Chi sperimenta senza strategie di fondo e in modo distratto e poco curato non ha quasi mai successo (e quasi sempre darà la colpa allo strumento o agli altri, senza accorgersi dei propri errori)

– Chi usa strategie poco oneste magari potrà godere di un vantaggio competitivo nel breve termine, ma appena Google, Amazon o il pubblico se ne accorgeranno, saranno cavoli amari. Ne vale la pena?

– Chi ragiona su una strategia strutturata, pensa nel lungo termine, porta pazienza e, banalmente, si fa un mazzo così, fa la differenza sugli altri e grazie a ciò può sperare di ottenere ottimi risultati… beh, se i suoi contenuti sono interessanti, chiaramente.