Disclaimer: questo articolo riguarda la sinossi da presentare a un editore nella proposta di pubblicazione, non il testo di presentazione di un libri sugli store o la quarta di copertina, anche se numerosi dei consigli valgono anche per questi altri sottotesti.

Pensiamo che molti scrittori sottovalutino l’importanza di una buona sinossi; se state cercando un editore, è la prima cosa che verrà letta, e se fa pena non è improbabile che il libro venga scartato fin da subito. Ricordatevi che la casella email degli editori è sempre sovraccarica e il loro tempo limitato; riuscire a dare una buona impressione fin da subito è cruciale.  Eppure, riceviamo spesso sinossi non appropriate o, peggio, scritte distrattamente, che spesso non rendono giustizia ad un buon lavoro. Se invece volete autopubblicarvi, la sinossi sarà la base della “quarta di copertina”, o comunque del testo di presentazione del libro sugli store; c’è bisogno di spiegarvi quanto sia importante? Spero di no. Come si fa a scrivere una sinossi efficace di un libro, allora?

Dal momento che scriviamo, è da poco più da un anno che valutiamo libri per mestiere. Non è molto come esperienza, e non abbiamo (ancora) la faccia tosta per decidere a priori che cosa un autore dovrebbe scrivere in una sinossi. Sulla base dei non pochi testi valutati fino ad ora, possiamo però dare qualche dritta sugli errori da non fare quando si scrive una sinossi di un libro, quello sì. I seguenti esempi si basano tutti su sinossi che ci sono davvero arrivate, nel caso ve lo siate chiesti.

come scrivere sinossi di un libroEcco quindi quello che una buona sinossi NON dovrebbe essere:

  • Un riassunto disordinato. “Don Abbondio è un prete pavido. Un giorno, quando va a spasso lungo il Lago di Como, viene minacciato da due bravi. I bravi gli vietano di celebrare il matrimonio tra Renzo e Lucia. Renzo e Lucia sono due ragazzi perbene ma poverelli del Paese. Allora Don Abbondio va da Renzo…” vi siete già addormentati, vero? I fatti di cui narrate nel vostro romanzo potranno anche essere grandiosi e interessanti, ma se li sciorinate come le controindicazioni in un bugiardino non sembrano altro che, appunto, un’accozzaglia di fatti apparentemente slegati tra loro. E non è granché come presentazione.
  • Eccessivamente sintetica. “Renzo e Lucia non possono sposarsi a causa dei loschi magheggi di Don Rodrigo, innamorato di Lucia, allora i due sono costretti a separarsi, fanno dei giri assurdi, alla fine Don Rodrigo è vittima della  peste e i due fanciulli sono liberi di convolare a nozze”. Ok, allora? Non mi introduce il testo, non mi dà un’idea dei personaggi, della trama o delle tematiche. Non si parla di genere, lunghezza, intenzioni dell’autore. Non capisco perché dovrei leggerlo, sto romanzo. E allora perché dovrei farlo?
  • Un’autocelebrazione. “Io, Alessandro Manzoni, grandissimo talento, incredibilmente colto, assolutamente modesto e pure un gran bel pezzo d’uomo, ho scritto l’opera destinata a cambiare la storia della letteratura, un capolavoro senza tempo con cui tutti gli scolari avranno a che fare almeno per i prossimi duemila anni”; no, grazie. Mi basta sapere che hai scritto un libro e che vuoi pubblicarlo per sapere che sei egocentrico e potenzialmente mitomane, non ho bisogno di ulteriori conferme.
  • Un inganno nei confronti dell’editore/lettore. “Renzie e Lucy sono due vampiri innamorati. Il licantropo John Rodriguez si intromette e impedisce ai due di andare in vacanza in Salento, dal momento che John è anche un figaccione Lucy pensa di essere innamorata di lui, allora Renzie lo sfida a Ruzzle, gli fa fare una figuraccia e, tra mille scintille, si riprende l’innamorata”. Se l’editore, magari ancora illuso sul potenziale commerciale dei paranormal romance, inizia a leggere il testo pensando già alle palate di quattrini che farà e poi si trova davanti “I Promessi Sposi”, secondo voi sarà contento o maturerà istinti omicidi nei confronti dell’autore per averlo preso in giro e avergli fatto perdere del tempo?
  • Una serie di slogan che non c’entrano niente col libro. “Un lampo nella notte. Un’illuminazione repentina nel  fosco calar della sera. Una storia tra leggenda e realtà, ambientata nell’alta Lombardia di un secolo ormai dimenticato, ma con personaggi in grado di resistere al tempo come  un faro al mare in tempesta”; non mi stai dando nessuna informazione utile e mi stai facendo perdere tempo, le finezze risparmiatele per il romanzo, grazie.
Magari evitate pure refusi stupidi, ecco.

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