Articolo a cura di Chiara Zanini, autrice del romanzo di fantascienza “Fernweh”

Dopo la prima parte, eccoci a un secondo gruppo di suggerimenti per trovare idee per la scrittura.

3)Sognate. Che ci vuole, direte voi? Basta stendersi sotto le lenzuola, spegnere la luce, chiudere gli occhi ed è fatta.

Magari fosse così semplice! Per me non funziona così, visto che non ricordo quasi mai i miei sogni (più o meno dagli unici di cui ho memoria sono nati il mio primo e secondo romanzo). Cercate di non fare come me: i sogni sono un’ottima fonte d’ispirazione, perché sono uno dei pochi momenti in cui la nostra fantasia divora ogni confine e si proietta nello spazio infinito.

Quali sono i sogni più utili? Scommetto che lo sapete già: quelli più intensi. Che vi terrorizzano, al punto da fare un salto nel letto e risvegliarvi con il cuore in gola, o così gradevoli che la mattina vorreste fare a meno di alzarvi per restare ancora un po’ al calduccio sotto le coperte. Se sarete fortunati, certi sogni saranno così complessi da formare già da soli una storia. Ma se anche non fossero così coerenti, dovete sforzarvi comunque di renderli utili: appena svegli, precipitatevi sul quadernetto della Regola di Base n. 1 e annotate i tratti salienti del sogno. Dopodiché, cercate di dar loro la forma di una storia, per quanto improbabile o appena abbozzata. Identificate i personaggi e descriveteli, appuntate i vari passaggi della trama, l’incipit e il finale.

Senza troppo sforzo, potreste ritrovarvi per le mani la storia migliore che abbiate mai scritto.

idee per scrittori 24) Cercate un tema che vi appassioni. Amicizia, gioia, angoscia, depressione, senso di colpa: che cosa vi incuriosisce di più? Che cosa sentite il bisogno di esplorare con le vostre parole? Se avete trovato un tema, avete il cuore della storia. Dovrete solo costruirci intorno tutto il resto.

A me questo punto del decalogo piace assai, e l’ho adoperato diverse volte per trovare qualche spunto quando mi sentivo davvero a corto di idee. Tra l’altro, ho il sospetto che il mio caro amico Shakespeare si comportasse allo stesso modo. Voleva scrivere d’amore? Si è inventato Romeo e Giulietta (ehm… no. In realtà sembra che abbia copiato da Ovidio). Pensava alla gelosia? Ha scritto l’Otello (Ops! Anche questo è copiato, da tale Giovan Battista Giraldi Cinthio. Vabbe’, pazienza. Io al Bardo perdono tutto). Voleva parlare di amore, disperazione, follia, arguzia, inganno, tradimento? Ha composto l’Amleto (il mio libro preferito, dopo l’Iliade. Leggetelo. Lì c’è tutto, letteralmente: contiene ogni possibile emozione umana).

Partire da un tema, dicevamo. Non è difficile come potrebbe sembrare. Già che ci sono, vi insegno la tecnica del mind mapping che piace tanto agli americani, anche se sono sicura che la conoscerete già. Prendete un tema che vi ispira: l’amore, per esempio. Scrivete questa parola al centro di un foglio; sarebbe preferibile fare anche un disegnino (non contattatemi per istruzioni: io nel disegno sono una schiappa), giusto per sentirvi più in sintonia con questo procedimento creativo. Dopodiché, non allontanatevi dal foglio finché non vi sarete fatti venire in testa almeno dieci idee o disegni associati (personaggi, ambientazioni, altri temi correlati a quello di base). Scriveteli sul foglio schizzando dei collegamenti a raggiera tra l’uno e l’altro. Alla fine, guardate cos’avete creato. Può sembrare un guazzabuglio. Ma lì dentro, da qualche parte su quel foglio ricoperto di ghirigori e idee all’apparenza sconclusionate, è nascosta una storia. Basta solo trovarla.

5)Abbiate le idee chiare… ancor prima di mettervi in cerca di un’idea.

Perché volete scrivere? Per partecipare a un concorso per racconti fantasy, di fantascienza, gialli? E allora, immaginate di premere un ipotetico bottone dentro di voi: ‘modalità scrittore di fantasy/fantascienza/giallo on’. Fatto questo, sfogliate riviste, leggete articoli, girellate in rete; consultate tutto quello che è stato scritto sul genere in cui volete comporre il vostro testo da che è nato l’uomo. Non tanto per copiare l’idea da qualcun altro (questo non fatelo mai. Primo perché non siete Shakespeare. Secondo perché non sta bene. Terzo perché non vi servirà a nulla, se avete l’intenzione di crescere come scrittori. E quarto perché state pur certi che vi scopriranno), quanto per entrare nel mood giusto, imparando a mangiare pane e generi letterari e ragionare come fa uno scrittore serio. Se, invece, dovete scrivere un articolo per un blog o un giornale, andate a random, saltabeccando da una notizia all’altra finché non trovate l’argomento giusto che, per qualche ragione, risuona con un’eco irresistibile dentro di voi.

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Questo punto si collega al prossimo suggerimento, che è…

6) …partecipate a tanti concorsi letterari. O almeno, anche se non avete intenzione di partecipare, consultate i bandi per vedere i temi richiesti. Provate a dare una sbirciata a tutti quelli che vi capitano sottomano: sarete sorpresi di quanti argomenti vi troverete davanti, cui magari non avreste mai pensato e che, per qualche ragione che ancora non sapete spiegarvi, suscitano qualcosa dentro di voi. Vedrete: ce ne sono di piatti e sostanzialmente inutili (tema libero. Oh, questo sì che lo detesto!), ma anche parecchi fruttuosissimi. Storie di pirati; storie di draghi; storie sugli aborigeni della Papua Nuova Guinea; storie ambientate nell’antica Roma, o in un universo parallelo, o su un pianeta che non esiste, in cui fauna e flora dovete inventarli da zero.

Non sapete nulla degli aborigeni della Papua Nuova Guinea? Pazienza! Questa è la buona occasione per documentarvi e imparare qualcosa: le conoscenze acquisite potrebbero sempre rivelarsi utili per quel romanzo che state tentando di scrivere da tempo, ma che langue a pagina 1.254 senza che sappiate che svolta dare alla trama.

Il bando di concorso richiede solo un massimo limitato di battute? Non importa, mettetevi lo stesso a scrivere se il tema vi piace! Una volta mi sono imbattuta in un bel concorso per racconti di massimo cento parole. L’argomento richiesto mi intrigava, per cui ho scritto le prime cento e mi sono resa conto che non erano sufficienti nemmeno per abbozzare il personaggio che avevo in mente. Sono andata avanti: ne ho scritte altre cento e ho capito che la storia aveva bisogno di molto più spazio per respirare bene. Ho proseguito, e mi sono venuti in mente altri dieci personaggi da affiancare al protagonista. Adesso sono suppergiù a quota ventiquattromilatrecentootto parole, e conto di aver scritto solo i due terzi del racconto (che, a questo punto, ha tutta l’aria di voler diventare un romanzo breve). Vedete qual è il succo del suggerimento? Una volta cominciato, non ponete limiti alla vostra scrittura. Ricordate la Regola di Base n. 2? La scrittura vien scrivendo. E quella n. 3? Anche se cominciate a scrivere qualcosa che non vi sarà utile nell’immediato, andate avanti: prima o poi troverete la giusta collocazione.

E dopo questo secondo gruppo di suggerimenti, siamo quasi pronti per il terzo!